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Che cosa insegna la tragedia di Trieste

L'omicidio dei due poliziotti (con le loro pistole) all'interno della Questura

Giancarlo Santalmassi 07/10/2019

Che cosa insegna la tragedia di Trieste Che cosa insegna la tragedia di Trieste Il caso del doppio omicidio di Trieste, tragico per l’esito (due servitori dell’ordine uccisi con le loro stesse pistole) e drammatico nelle modalità con cui è accaduto, ripropongono quesiti che su Inpiù sono gia stati posti in altre occasioni analoghe.Per esempio nel caso Cucchi, nel caso dei carabinieri che stuprarono due turiste americane a Firenze, e soprattutto nel caso della morte violentissima (una dozzina di coltellate) del carabiniere Mario Cerciello Rega, avvenuto a Roma e ancora con molti lati oscuri perché non spiegati. Sulla radio universitaria Cusano-Campus il parlamentare Gianni Tonelli, deputato della Lega e Segretario del SAP (sindacato autonomo polizia: ma curiosamente SAP è anche il nome di un software di formazione) si è chiesto: “Questa società che difendiamo ci sostiene e ci difende?”. E continua: “Quando si arriva ad atteggiamenti cruenti con persone per strada, le forze dell’ordine montano in macchina e se ne vanno perché rischiano di rovinarsi la vita, finiscono sotto processo, si devono pagare gli avvocati e hanno finito di campare, vengono disumanizzati. In questo caso non ci sono protocolli”.
 
Se vi sono giustificati dubbi di pericolosità, gli agenti dovrebbero poter ammanettare il fermato, per esempio. Siamo sicuri che anche questa procedura sarà esente da critiche e polemiche? Quando morì un cittadino perché si sottraeva al TSO (trattamento sanitario obbligatorio, una procedura prevista da quando sono stati aboliti gli ospedali psichiatrici), nella precedente legislatura era stato prodotto un manuale con norme definite dai più folli, perché particolareggiatissime: l’uso dello sfollagente doveva essere l’extrema ratio, bisognava colpire solo gli arti inferiori o superiori, evitando le articolazioni. “Servono poche norme e chiare - continua Tonelli - “Noi col governo gialloverde avremmo fatto questo e altro, il problema è che abbiamo avuto poco tempo. In quel poco tempo abbiamo ripristinato una parte degli organici che erano stati tagliati dalla legge Madia”. Forse, prima di cominciare con le polemiche sulla funzionalità delle fondine (che strano: sento riecheggiare le polemiche sulle scarpe di cartone della campagna di Russia eufemisticamente chiamate Cuoital, e prodotte dal marito della Callas, il commendator Meneghini) e l’adeguatezza dell’equipaggiamento, non sarà il caso di riscrivere, ma poche e chiare, le regole d’ingaggio?
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