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Il filibustering della Lega

L'offensiva di Calderoli che ha giÓ fatto saltare una votazione in Commissione al Senato

Giancarlo Santalmassi 25/09/2019

Il filibustering della Lega Il filibustering della Lega Ieri si è avuto un primo assaggio della reazione parlamentare della Lega al rovesciamento settembrino del governo, passato dal giallo-verde (M5S-Lega) al giallo-rosso (M5S-Pd). Che essendo avvenuto con a palazzo Chigi lo stesso ‘Giuseppi’ Conte, forse avrebbe meritato qualche ragionamento politico ad alta voce in più. In commissione al Senato, la Lega ha fatto mancare il numero legale. Calderoli, vice presidente leghista del Senato, gran conoscitore dei regolamenti parlamentari (e ricordo anche  padre della legge elettorale da lui stessa definita “porcata” e da quel momento ribattezzata “porcellum”) ha subito proclamato: "Da adesso i signori della maggioranza di Palazzo impareranno cosa significa avere un movimento come la Lega che fa opposizione. Questo è solo l'inizio. Per ora, Lega-maggioranza 1-0". Le deliberazioni dell'Assemblea e delle Commissioni in sede legislativa non sono valide se non è presente la maggioranza dei componenti. A Palazzo Madama la commissione Affari costituzionali presieduta dalla Lega in cui M5S e Pd non hanno la maggioranza, era chiamata a fornire un parere al governo sul codice di giustizia contabile. Ma la seduta è stata sospesa per due volte per la mancanza del numero legale. Poi, complici le schede elettroniche che sembravano non funzionare, i banchi si sono riempiti. Comunque la discussione è stata  rinviata a oggi.  Di Maio (ex alleato della Lega) ha commentato: "Capisco il nervosismo di  Salvini e Lega: ha deciso lui di isolarsi all'opposizione e di passare il tempo a esultare perché magari in una commissione manca il numero legale. Mi dispiace si sia ridotto così". Immagino che questo tipo di polemica si ripeterà. 
 
Resta un dubbio: come definire questa opposizione? Filibustering (ostruzionismo parlamentare nato nel Senato Usa), consistente nella successione di lunghissimi discorsi dell’opposizione al fine d’impedire, o almeno ritardare, l’approvazione di una legge? Abitudine addirittura ottocentesca in Italia (governo Pelloux). In epoca moderna, Marco Boato fece un intervento di 18 ore. E Marco Pannella vere e proprie maratone. Comunque lo strumento antiostruzionistico per eccellenza esiste: la presentazione, da parte del Governo di un maxiemendamento, cioè un emendamento che ingloba tutti gli articoli della legge in esame, su quale viene posta la fiducia che, essendo prioritaria rispetto a tutte le altre votazioni, viene subito votata e pertanto decadono tutti gli emendamenti. Naturalmente tra i “buuuh” di tutta l’opposizione. Un’ultima domanda: quante volte vi si dovrà fare ricorso al Senato dove in Aula la maggioranza è fragile?
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