Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Luna di miele coi partner europei

Ma i problemi restano tutti sul tappeto

Rocco Cangelosi 20/09/2019

Emmanuel Macron e Giuseppe Conte Emmanuel Macron e Giuseppe Conte Il nuovo governo brinda alla luna di miele con i partners europei. Dopo Macron e' arrivato in visita ufficiale il presidente della Repubblica tedesca Steinmeier. Riprende il dialogo con i maggiori partners. Un dialogo che in realtà non si era mai interrotto, ma era viziato dalla reciproca diffidenza. Adesso le cose dovrebbero andare meglio almeno nelle forme, poiché nella sostanza i problemi continuano ad essere gli stessi. L'incontro del presidente Conte con Macron e' emblematico. Belle parole, impegni, promesse di appoggio reciproco, ma scarsi risultati concreti. Per accrescere la solennità si tira fuori dal cassetto il progetto di Trattato del Quirinale, che dovrebbe in qualche modo equilibrare quello dell'Eliseo con la Germania. Rimangono tuttavia sul tappeto i maggiori problemi bilaterali.
 
E' ancora aperta la partita del controllo di Stx, la grande azienda dei cantieri di St.Nazaire. E' aperta la partita del controllo di Unicredit, da tempo nel mirino di Société Generale. E' aperto il dossier dell'alleanza strategica Fca-Renault. C'è la sistemazione del caso Tav e i tentativi sotterranei di Vincent Bolloré, molto vicino a Macron, di prendere il controllo di Mediaset e Telecom. C'e' poi il capitolo della politica internazionale e in primo piano la questione libica, dove gli interessi di Italia e Francia sembrano difficilmente conciliabili, a partire dal problema della convocazione di una Conferenza di conciliazione nazionale con la partecipazione di Al Serraj e Haftar. Anche sul piano europeo la situazione non sembra subire grandi modifiche.
 
Conte chiede più flessibilità, ma anche in passato l'aveva ottenuta. Ora sarà forse meno controverso giungere ad una intesa con la Commissione, ma sempre nel rispetto dei parametri. Di più la Francia, come la Germania e i partners nordici, non possono concedere. La riforma del patto di stabilità rimane vaga nello sfondo dei colloqui, come l'araba Fenice ("che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa"). Analoga situazione permane per la riforma del Trattato di Dublino e la ripartizione obbligatoria degli immigrati clandestini. Anche qui i colloqui con Macron non sono andati oltre le buone intenzioni. Resta poi il problema di chi siano i veri stakeholders del governo Conte bis. Dopo la scissione renziana, gli interlocutori sono almeno quattro e sapere chi conta davvero nelle decisioni rimane per i partners europei il vero mistero.
Altre sull'argomento
Il difficile cammino della Von der Leyen
Il difficile cammino della Von der Leyen
Dopo la bocciatura della candidata commissaria francese Goulard
 Il gioco delle tre carte a Londra
Il gioco delle tre carte a Londra
Mentre i laburisti chiederanno un nuovo referendum
Brexit, the Joker e...
Brexit, the Joker e...
...alla fine vincerÓ Boris
Brexit, Camera approva emendamento per rinviare voto su accordo
Brexit, Camera approva emendamento per rinviare voto su accordo
Ma Johnson dice che non negozierÓ il rinvio
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.