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Il dado di Renzi

Ha scelto il momento peggiore per uscire dal Pd

Paolo Mazzanti 17/09/2019

Il dado di Renzi Il dado di Renzi Renzi ha tratto il suo dado e ha varcato il suo Rubicone che lo separa ormai dal Pd. Bisogna dire che ha scelto il momento peggiore per questo scisma a freddo, senza emozione e passione, dopo aver incassato il successo del governo M5S-Pd. Forse voleva bruciare sul tempo l'ex amico Calenda, che ha annunciato per dicembre il lancio del suo movimento "Siamo Europei", forse voleva affrettarsi a contendere a Toti le spoglie dell'elettorato moderato forzitaliota. Sia come sia, la scissione sembra aver poco senso e rischia di avviare uno strascico di polemiche che minacciano di coinvolgere la maggioranza, anche se Renzi ha giurato a Conte che continuerà a sostenere il governo. Ma un nuovo inquilino nella coalizione, che prevedibilmente farà il controcanto moderato ai grillini e a Leu, rischia di complicare ulteriormente il già difficile rapporto tra M5S e Pd, a tutto vantaggio di Salvini. Vedremo se Renzi riuscirà a far prevalere le proprie tesi come quarta forza della maggioranza più di quanto gli sarebbe stato possibile restando nel Pd. Vedremo quanto elettorato moderato riuscirà a conquistare. Ma ci pare che possa scordarsi di tornare a Palazzo Chigi.
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