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Se il Papa evoca lo scisma

Francesco in rotta di collisione con gli Stati Uniti

Iacopo Scaramuzzi 13/09/2019

Se il Papa evoca lo scisma Se il Papa evoca lo scisma Che nella Chiesa ci sia la possibilità di uno scisma non è una novità: è avvenuto mille anni fa, tra Roma e l'Ortodossia, poi 500 anni fa, tra cattolici e protestanti, e, con sorprendente periodicità, il movimento tellurico è ripreso in questi ultimi decenni, come ha sancito lo strappo lefebvriano dopo il Concilio Vaticano II. Per chi ha occhio, non è una novità neppure che un nuovo scisma, oggi, avrebbe il proprio epicentro negli Usa. Lì, nel corso degli anni, si è materializzato il nocciolo duro dell'opposizione al Pontefice latino-americano. Le aperture sulla morale sessuale, il no alla pena di morte, la difesa dei migranti, il dialogo con Cina e Islam, l'aperta ostilità al modello economico liberista hanno messo la barca di Pietro in rotta di collisione con Washington. Basta scorrere i nomi dei critici più vocali del nuovo corso bergogliano: il cardinale Raymond Leo Burke, l'ex nunzio apostolico negli Usa Carlo Maria Viganò, l'anchorman ultraconservatore Raymond Arroyo, e Steve Bannon, ex stratega di Trump.
 
Quel che è nuovo è che un Pontefice certifichi di persona la prospettiva dello scisma. «Io prego che non ci siano degli scismi, ma non ho paura», ha scandito Bergoglio sul volo di ritorno dall'Africa. Il messaggio del Papa gesuita, come al solito, è ben più raffinato di quanto possa sembrare in superficie. Francesco, accusato dai settori più reazionari di essere poco ortodosso, innanzitutto chiarisce che a sconfinare nell’eresia sono proprio le correnti a lui avverse: «il cammino dello scisma non è cristiano», gli scismatici «si staccano dal popolo, dalla fede del popolo di Dio» e «finiranno male», uno scisma «è sempre un distacco elitario provocato dall’ideologia staccata dalla dottrina». Poi tende loro la mano, dettando però le condizioni: «Fare una critica senza voler sentire la risposta e senza fare il dialogo è non voler bene alla Chiesa, è andare dietro a un’idea fissa», mentre «una critica leale è sempre ben accetta, almeno da me».  E infine lascia la porta aperta a chi vuole uscire: lo scisma «è una delle opzioni che il Signore lascia sempre alla libertà umana». Non sarà dunque il Papa a trattenere chi rifiuta il magistero di Santa Romana Chiesa.
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