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Citazioni e lapsus della fiducia

La star Ŕ stata il costituzionalista Mortati, mentre la Casellati ha chiamato Salvini Casiniů

Paolo Mazzanti 11/09/2019

Citazioni e lapsus della fiducia Citazioni e lapsus della fiducia A sorpresa (ma non troppo) nel dibattito sulla fiducia il più citato è stato il padre costituente dc Costantino Mortati (morto nel 1985) ricordato da Meloni e La Russa (Fdi) e dalla  Bernini (Fi). La sapienza costituzionale di Mortati è servita loro per contestare il presunto dogma secondo cui fino a che c’è una maggioranza in Parlamento il Capo dello Stato non può sciogliere le Camere come chiedeva il centrodestra. Secondo Mortati, lo scioglimento (che è un potere esclusivo del Capo dello Stato) può e  addirittura deve essere utilizzato quando c’è una forte divergenza di sentimenti politici tra il corpo elettorale e il corpo politico. Secondo gli esponenti di centrodestra questa forte divergenza tra Popolo e Palazzo oggi ci sarebbe, tanto è vero che La Russa, prendendosi i rimbrotti della presidente del Senato Casellati, ha invitato Mattarella a ripensarci e sciogliere il Parlamento ai primi dissensi nel governo.
 
Nel discorso alla Camera, Conte ha citato l’ex presidente Saragat, padre dei socialdemocratici e di una politica “dal volto umano” (intende ripercorrerne le tappe, fino al Colle più alto?) e poi al Senato la filosofa tedesca Hanna Arendt (ammiccamento alla Von der Leyen?), mentre la Bernini per sottolineare il trasformismo del premier ex gialloverde e ora giallorosso ha citato Pirandello (“Uno, nessuno e centomila”) e Giorgio Gaber (“Il conformista”). Salvini ha addirittura citato Aristotele, ma poco dopo il suo capogruppo Romeo, per rientrare nell’alveo della sana cultura leghista, ha citato Aiazzone e il suo indimenticato conduttore-banditore Guido Angeli. Indicativi anche i lapsus: Salvini ha detto “Sono qui a testa altra” (anziché “alta”): si è finalmente reso conto di non essere più alla testa del Viminale, ma solo della Lega. E la presidente Casellati rivolgendosi a lui lo ha chiamato “Casini”; come dire: caro Matteo, anche tu sei ormai il passato.
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