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Brindisi all'Europa, ma attenti ai vecchi vizi

Il rischio di promettere troppo e di aumentare la spesa pubblica

Giampaolo Galli 10/09/2019

Giuseppe Conte Giuseppe Conte E' difficile non provare al tempo stesso due sentimenti in parte contraddittori. Da un lato un senso di sollievo per lo scampato pericolo: è stata scongiurata la prospettiva di un Salvini con pieni poteri e in guerra permanente con l'Europa. Dall'altro, è difficile provare grande entusiasmo per quello che ci attende: il Conte 2 è sicuramente molto diverso dal Conte 1, ma la conclamata discontinuità non basta. Nel nuovo governo, mancano le priorità. C'è un po' tutto e il suo contrario. Il tono del discorso di Conte alla Camera è quello di un governo molto schierato a sinistra. Ma l'unica cosa chiara è il repertorio di spese pubbliche salvifiche per qualunque esigenza, senza alcuna indicazione di dove si reperiranno le risorse. Forse era inevitabile che fosse così, nel senso che la spesa pubblica è ciò che mette d'accordo due forze politiche che fino a ieri si combattevano senza esclusione di colpi. E allora brindiamo al fatto che siamo tornati in Europa, ma facciamo attenzione perché rischiamo di tornarci con i vecchi vizi.
TAG: conte bis
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