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Ultime scintille in Parlamento

Lega e M5S continuano a litigare, ma una crisi non conviene a nessuno

Riccardo Illy 30/07/2019

Ultime scintille in Parlamento Ultime scintille in Parlamento Negli ultimi scampoli di attività parlamentare prima delle ferie estive rimangono alla rissosa maggioranza di governo alcuni nodi da sciogliere. Il più ostico è il decreto sicurezza bis, che è stato approvato alla Camera con vistose (17) defezioni dei grillini e che rischierebbe, se il fenomeno si ripetesse al Senato dove approderà nei prossimi giorni, di non passare. La maggioranza in Senato è in partenza risicatissima (4 voti) e fra espulsioni, contrarietà ai contenuti del decreto e vendette per il sì alla TAV rischia di scomparire. È però quasi certo che i partiti di centrodestra verranno in soccorso portando i loro voti; un po’ per motivi ideologici (ne condividono i contenuti vagamente razzisti) un po’ per convenienza elettorale. Nel senso che non avrebbero interesse a una crisi di governo che porti al voto anticipato oggi; meglio lasciare a Di Maio e Salvini la responsabilità di approvare la legge di bilancio “moscia” che UE e mercati obbligheranno a preparare dopo che le poche risorse disponibili sono state dilapidate con reddito di cittadinanza e quota 100.
 
È quindi probabile che si presenti, con il voto al Senato del decreto sicurezza bis, l’anomalia di un governo al quale viene meno la maggioranza su una legge importante. La prassi e l’etica (ormai caduta in disuso) politica avrebbe in passato portato dritti dritti alle dimissioni del Primo Ministro. Ma da parte del governo del cambiamento, che di cambiamenti ha portato solo le giravolte politiche per giustificare le situazioni più assurde come il voto opposto al Parlamento europeo per il Presidente della Commissione, non dovremmo aspettarci nessun comportamento coerente. Verranno inventate delle scuse per giustificare le defezioni o i voti contrari e poi… tutti al mare! Anche perché nemmeno al PD, che potrebbe (dovrebbe?) sollevare con forza la questione al Senato, interessa oggi una crisi foriera di elezioni anticipate. Da un alto perché preferisce che Salvini & C. si macerino nell’impossibile tentativo di mantenere le loro promesse elettorali e dall’altro perché nemmeno il PD sarebbe pronto per andare al voto.
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