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La sicurezza e i confini

I maggiori pericoli per i cittadini non vengono dall'esterno, ma dall'interno

Innocenzo Cipolletta 17/07/2019

La sicurezza e i confini La sicurezza e i confini Difendere i confini dell’Italia è un obbligo per il Paese, ma è anche la via per avere più sicurezza? C’è da dubitarne. Eppure, i diversi decreti sicurezza del Governo puntano molto sulla difesa dei confini, quasi che l’insicurezza dei cittadini avesse un’origine esterna. In realtà, a stare alle cronache riportate da tutti i media, l’insicurezza dei cittadini proviene prevalentemente dall’interno, per i molti fatti criminali che assillano le nostre città. Fra i criminali ci sono anche immigrati che delinquono, ma essi sono ormai all’interno dei nostri confini. Fermare i nuovi che arrivano, ormai in un numero molto limitato da due anni a questa parte, non contribuisce affatto a dare maggiore sicurezza agli italiani. Al contrario, devolvere una parte significativa delle scarse risorse per la sicurezza a tutelare i confini, rischia di ridurre la risorse dedicate a garantire la sicurezza dei cittadini nelle loro case o nelle strade che giornalmente percorrono.
 
Mandare l’esercito a presidiare i porti, la guardia di finanza a scorrazzare per i mari e la polizia a sequestrare barconi non c’entra nulla con la sicurezza. Le forze dell’ordine ed eventualmente l’esercito dovrebbero proteggere i cittadini e i turisti nelle stazioni, nei parchi dove regna il commercio della droga e dove avvengono omicidi terribili e in molti altri luoghi che la polizia conosce bene e dove è necessario intervenire con tutti i mezzi. Questa sarebbe la vera sicurezza per gli italiani.
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