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Il profumo dei rubli

Accuse ai leghisti, subito smentite: trattavano finanziamenti da Mosca

L'Irriverente 11/07/2019

Matteo Salvini qualche anno fa a Mosca Matteo Salvini qualche anno fa a Mosca "Ho già querelato in passato, lo farò anche oggi, domani e dopodomani: mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di wodka di finanziamento dalla Russia" ha dichiarato Salvini in risposta all'ultima inchiesta giornalistica su presunti finanziamenti di Mosca alla Lega, rivelata con la trascrizione di presunte registrazioni audio dal sito americano Buzzfeed. L'audio si riferisce a un incontro dell'ottobre scorso all'Hotel Metropole, nel cuore di Mosca, tra la Piazza Rossa e il teatro Bolshoi, fra tre russi e tre italiani, tra cui Gianluca Savoini, già addetto stampa di Maroni e oggi presidente dell'Associazione Lombardia-Russia, che avevano accompagnato Salvini nella capitale russa dove lui (che non figura nella riunione del Metropole) aveva incontrato il vicepremier russo Dmitry Kozak e Vladimir Pligin di Russia Unita, il partito di Putin. Savoini direbbe in inglese: "Noi vogliamo cambiare l'Europa. Una nuova Europa deve essere vicina alla Russia, come era prima, perché noi vogliamo la nostra sovranità". E i russi, particolarmente entusiasti, si direbbero disponibili a finanziare la Lega con 65 milioni di dollari sotto forma di mediazione per l'acquisto di una partita di petrolio russo da parte di Eni.
 
Questa vicenda, su cui il piddino Anzaldi ha già chiesto un'indagine del Copasir, sembra molto simile a quella dell'ex vicepremier austriaco Strache, costretto alle dimissioni dopo che la Sueddeutsche Zeitung ha pubblicato un video in cui lo si vede discutere, anche con una giovane russa bionda, lo scambio di contratti pubblici in cambio di un sostegno russo. Con Savoini, invece, purtroppo per lui, solo uomini. E anche la francese Le Pen si è dovuta difendere dall'accusa di aver preso 11 milioni di euro da banche russe nel 2014. Sembra di tornare giovani, quando l'Urss riservava al Pci una serie di esportazioni e di affari turistici attraverso l'Inturist, mentre gli Usa finanziavano la Dc e la Spd tedesca i socialisti. Ma oggi c'è qualcosa che non torna: la Lega sovranista, infatti, è il partito di riferimento sia della Russia, sia degli Usa. E agli altri non resta nulla.
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