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Le buone intenzioni di Conte

La lettera alla UE contraddice le velleita' antieuropee della Lega

Innocenzo Cipolletta 20/06/2019

Le buone intenzioni di Conte Le buone intenzioni di Conte La lettera di Conte alla Commissione Europea è lunga sei pagine, con molti inviti a rivedere le regole e gli obiettivi della Ue, molti dei quali condivisibili. Ma nella sostanza si riassume in tre capoversi che qui riportiamo. "Non intendiamo sottrarci a tali vincoli, ne' intendiamo reclamare deroghe o concessioni rispetto a prescrizioni che, finché non saranno modificate secondo le ordinarie procedure previste dai Trattati, sono in vigore ed è giusto che siano tenute in conto dai Governi di tutti gli Stati membri". "Per il 2020 - prosegue Conte - il Governo ha ribadito che intende conseguire un miglioramento di 0,2 punti percentuali nel saldo strutturale di bilancio. In linea con la legislazione vigente, il Programma di stabilità prevede un aumento delle imposte indirette pari a quasi l'1,3% del PIL, che entrerebbe in vigore nel gennaio 2020". "Consapevole dei rischi derivanti da un debito molto elevato, l'Italia ha intrapreso questo percorso per ridurne progressivamente il peso sul PIL, adottando una politica di bilancio finalizzata a coniugare il sostegno alla crescita con la riduzione del costo del debito, che oggi assorbe quasi il 3,6% del PIL".
 
Certo, questi impegni vanno poi verificati, ma intanto registriamo con soddisfazione che il Governo ha ribadito la volontà di non derogare dagli obiettivi di finanza pubblica descritti dal DEF. Siamo tutti curiosi di sapere come farà, ma intanto accontentiamoci di questi impegni, che contraddicono velleità antieuropee e potrebbero aiutare nella discesa dello spread, anche grazie alle rassicurazioni di Mario Draghi che hanno fatto imbestialire Trump.
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