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La lavagna di Salvini, tra poliziotti e pompieri

Cittadini polemici identificati e lenzuola critiche rimosse dalle finestre

Maria Grazia Enardu 16/05/2019

Proteste durante un comizio di Salvini Proteste durante un comizio di Salvini Ormai è notizia normale: qualcuno contesta il ministro Salvini e la polizia lo identifica. Gli chiede i documenti e ne annota il nome, ma dove? Non in un fascicolo di indagini, non sono minacce o comunque reati. Che poi, oggi un vaffa è libera espressione anzi, consolidato manifesto politico. Ma la polizia vuole esibiti i documenti, prego, e la immaginiamo scrivere i nomi sulla lavagna, lato sinistro dei cattivi, mentre sul lato destro c'è Lui, buono ma duro (o viceversa). Forse l'operazione ha un aspetto formale, una riga sul computer della questura, collegato a tutte le altre così chi è identificato a Biella lascia eco fino a Gela, senza speranza di oblio. Anni fa emergevano dagli archivi fascicoli di italiani identificati, perseguiti, condannati. Oppure promossi, premiati. Perché molti antifascisti erano stati fascisti, salvo cambiare idea per mille umane ragioni. Però c'era chi non aveva ceduto di un millimetro. Magari si comincia così, e cominciando si evita di finire dall'altra parte.
 
Potrebbe diventare una forma di civilissimo confronto. A congressi, manifestazioni, anche in code per documenti in questura, uno può dire con garbo: non mi piace quel che Salvini fa su... (aggiungere). Ad esempio che sta poco al ministero, è un assenzialista puro. Se il poliziotto chiede i documenti, bene, altrimenti gli si fa presente che si vuole essere identificati, è un diritto. Iscritti in una grande lavagna, sempre più larga. Magari poi chiedere copia, metterla su Facebook o incorniciarla in salotto. Creare gruppi, gli Identificati, Quelli in attesa, poi i Timorosi ma quasi pronti, etc. Ma c'è già stato un notevole salto di qualità. A Brembate sono arrivati i pompieri mandati dalla questura per rimuovere un lenzuolo critico da una finestra. Idea copiata da vari cittadini di piani alti e finita sui giornali, un'antologia di sfottò e riflessioni ben esposti. Magari anche di poliziotti e pompieri, stufi pure loro.
TAG: salvini
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