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Conflitto d'interessi avviso ai leghisti

L'iniziativa grillina rischia di lacerare le intese regionali tra Lega e Forza Italia

Riccardo Illy 13/05/2019

Conflitto d'interessi avviso ai leghisti Conflitto d'interessi avviso ai leghisti In prossimità delle elezioni europee si sta facendo delicato il gioco fra le due forze politiche di maggioranza. La Lega, che gli ultimi sondaggi danno sì in crescita rispetto alle politiche 2018, ma in calo rispetto ai sondaggi precedenti, cerca di recuperare il punto perso rispetto al M5S col caso Siri. Che, giova ricordare, è stato avviato per motivi giudiziari ma si è concluso, secondo le dichiarazioni del Premier Conte, per motivi politici: l’inopportunità di presentare un emendamento con effetto retroattivo che avrebbe beneficiato in particolare un imprenditore vicino all’ex Sottosegretario. Il riscatto avverrebbe con l’approvazione del “Decreto Sicurezza Bis” che contiene, fra le più diverse misure, una improbabile sanzione pecuniaria nei confronti dei soccorritori che salvino migranti in violazione delle norme e attribuiscono al Ministero dell’Interno poteri oggi in capo al Ministro dei Trasporti e alle Procure. Di Maio ha risposto alla provocazione ipotizzando che si tratti di una cortina fumogena per nascondere il caso Siri. Teme forse che in realtà si tratti, oltre che di una iniziativa elettorale (mirante peraltro a risolvere un problema già risolto ma ancora caro agli elettori), di un tranello per precostituire le condizioni per una crisi di governo nel caso la Lega ottenga un risultato così positivo alle europee da indurla a puntare a elezioni anticipate.
 
La risposta sostanziale del M5S non si è fatta attendere: ha sparato una raffica di tre Ddl. I primi due piuttosto innocui per la Lega in quanto trattano di incompatibilità parlamentari e di lobby; il terzo invece alquanto pericoloso. Affronta infatti l’ancora irrisolto problema del conflitto di interessi che costituisce una minaccia per il secondo forno, quello regionale, della Lega: Forza Italia. Il cui leader è riuscito finora, dribblando norme ambigue o non applicate, a sfruttare il conflitto di interessi nelle due direzioni; da imprenditore ha sfruttato le sue reti televisive, concessionarie dello Stato, per agevolare con la comunicazione la sua ascesa politica; da politico ha agevolato la sua impresa televisiva con norme che più d’uno definì “ad personam”. Il voto su una seria legge di contrasto al conflitto di interessi metterebbe in crisi la Lega; votando contro aprirebbe la definitiva frattura con il M5S, votando a favore la creerebbe con il partner regionale, che potrebbe in risposta riservargli lo stesso trattamento mediatico cui sottopose Gianfranco Fini anni fa. La presentazione di un serio Ddl sul conflitto di interessi sarebbe inoltre foriero di una possibile convergenza col PD, per il quale il tema rappresenta ancora una ferita aperta. Convergenza che dopo le europee, nel caso la Lega decidesse per le elezioni politiche anticipate, potrebbe trasformarsi in un’intesa più ampia. La lega è avvisata.
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