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Le conseguenze del caso Lega-Arata

Gli intrecci pericolosi della Lega e la bandiera legalitaria del M5S (e del Pd?)

Paolo Mazzanti 23/04/2019

Le conseguenze del caso Lega-Arata Le conseguenze del caso Lega-Arata Gli intrecci pericolosi del triangolo Lega-Arata-Nicastri che lambisce il capo della mafia Matteo Messina Denaro aprono scenari inquietanti e potrebbero avere sviluppi imprevedibili. Ormai e' acclarato un legame forte tra i vertici leghisti e il docente di Ecologia, ex deputato di Fi e imprenditore dell'eolico Paolo Arata, indagato per corruzione insieme a Siri. Salvini lo invito' nel 2017 alla conferenza programmatica della Lega, gli affido' la stesura del programma energetico e cerco' addirittura di nominarlo presidente dell'Autorita' dell'energia ; il sottosegretario Siri si e' dato da fare (senza successo) per varare una norma a favore delle centrali eoliche di Arata e del suo socio Vito Nicastri (legato a Messina Denaro); il sottosegretario Giorgetti ha assunto il figlio di Arata, Federico (amico del teorico sovranista Steve Bannon) nello staff economico di Palazzo Chigi. Resta da capire se i capi leghisti sapevano che Arata, via Nicastri, era legato agli affari mafiosi. Ma potevano ignorarlo del tutto? La vicenda illumina di luce sinistra l'avanzata della Lega al Sud e rafforza i sospetti che pezzi di affarismo politico-criminale abbiano abbandonato Berlusconi per puntare su Salvini, che per ritorsione intensifica la polemica con Roma e minaccia di non votare la norma voluta dai grillini per trasferire allo Stato buona parte del debito della Capitale.
 
Il caso Lega-Arata rilancia l'anima legalitaria del M5S, che ha trovato un punto debole in grado di azzoppare Salvini. Anche a prezzo della crisi di governo? Lo vedremo presto. Ma come potrebbero i grillini continuare a governare con una Lega su cui si addensano simili sospetti, senza diventare conniventi? E in caso di crisi, che accadrebbe? Si andrebbe a elezioni anticipate? Salvini riuscirebbe a fare maggioranza coi grillini "governisti" spaccando  il M5S? Oppure, sotto la bandiera legalitaria si potrebbe formare una maggioranza M5S-Pd? La scelta in questo caso spetterebbe a Zingaretti e al suo "nuovo" Pd, che ha presentato una mozione di sfiducia al governo e per scrollarsi di dosso le scorie affaristiche del "vecchio" Pd (Umbria docet), potrebbe anche accettare la sfida, sinora rifiutata, di allearsi coi Cinquestelle. Soprattutto se alle europee il Pd superera' il M5S. "La lotta alla mafia - ha detto Zingaretti, che domani sarà a Castelvetrano, paese di Messina Denaro - e' la nostra priorita'".
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