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Alitalia rischia di esplodere nelle mani del governo

Difficile attrarre capitali, l'ipotesi Atlantia e il rischio nazionalizzazione

Claudio Di Donato 19/04/2019

Alitalia rischia di esplodere nelle mani del governo Alitalia rischia di esplodere nelle mani del governo La vicenda Alitalia sta ripetendo un copione già visto. Campagna elettorale del 2008 con Berlusconi che affossa l’operazione con Air France e sollecita una compagine azionaria italiana, una riedizione dei "capitani coraggiosi". Sappiamo com'è finita. Oggi ci sono le europee, una sorta di D-day per M5S e Lega.  L’azione del governo è stata programmata per arrivare a maggio con reddito di cittadinanza e quota 100, e rinviando tutte le questioni elettoralmente negative: Tav, riassetto tlc, concessioni autostradali e Alitalia. Il D-day misurera' i nuovi equilibri tra Lega e M5S che insieme scommettono sulla frantumazione dell’Europa. Ma a giocare con il fuoco si rischia di bruciarsi. E l’Alitalia ha tutte le caratteristiche per trasformarsi in una bomba che esplodera' nelle mani del governo. A due anni dal commissariamento, l’unica offerta per rilevare la ex compagnia di bandiera è quella “spontanea” di FS con partner industriale Delta. Easyjet poteva rappresentare il vero elemento di discontinuità e porre le premesse per un ridisegno industriale di Alitalia. Ma la low cost si è defilata e il ruolo di Delta non sarà diverso da quello di Air France-Klm e Etihad: piu' che il rilancio di Alitalia l’obiettivo per loro è il ricco mercato italiano.
 
Il governo, e in particolare Di Maio, vuole un rilancio senza esuberi. Impresa molto complicata far quadrare numeri e conti, tant’è che l’integrazione dell’offerta di Fs è slittata più volte. Ora i commissari hanno fissato il termine al 30 aprile. Le Fs non andranno oltre il 30%, un altro 30% sarà garantito da Delta e dal Mef che convertirà una parte del prestito. Si è parlato anche di un possibile intervento di Atlantia, segno evidente che il disegno dell’esecutivo per Alitalia non riesce ad attrarre capitali, ipotesi pero' smentita dai diretti interessati. Per la holding dei Benetton, che gia' controlla Fiumicino, sarebbe un investimento sostenibile ma per Conte, Di Maio e Toninelli sarebbe un prezzo politico elevatissimo dopo la querelle sulla tragedia del ponte di Genova. E comunque l’ingresso di Atlantia non sarebbe sufficiente. Alitalia non si può rinviare a dopo il 26 maggio, a meno che il governo non decida di avviare una velleitaria nazionalizzazione della compagnia, sfidando le regole europee, ma soprattutto il buon senso.
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