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Clima, la spinta dei giovani

Domani manifestazioni anche in Italia per chiedere politiche ambientali pi¨ incisive

Pia Saraceno 14/03/2019

Clima, la spinta dei giovani Clima, la spinta dei giovani La rapidità del cambiamento climatico in atto è documentato dalla crescente frequenza dei fenomeni estremi registrati nel nostro Pianeta. Le estati più torride, gli allagamenti nelle zone costiere, il rischio di gravi carenze idriche, una maggiore diffusione di malattie tropicali e l’acidificazione degli oceani, sono solo alcuni degli eventi che vedremo crescere nei prossimi anni. I giovani sono i meno responsabili degli effetti attuali e prevedibili, ma sono anche i più colpiti, visto che chi è oggi anziano non vedrà le conseguenze peggiori. Più che giustificata la loro mobilitazione globale (domani manifesteranno anche in Italia) di fronte alla prepotenza di chi nega le responsabilità umane e frena, invece che accelerare, la transizione verso un diverso modo di produrre e consumare, ed assume comportamenti da free rider nell’uso delle risorse comuni. La mobilitazione a cui ci chiama una ragazza sedicenne non è però prevalentemente contro la resistenza di retroguardia di chi difende i propri interessi ed il proprio portafoglio. Simbolicamente, con le sue manifestazioni davanti al Parlamento Europeo mentre era in discussione il pacchetto clima considerato ambizioso nel panorama mondiale, è soprattutto una denuncia delle lentezze e gli errori delle politiche europee.
 
La sua denuncia deve farci riflettere sul come accelerare le decisioni, sull’inadeguatezza ed incoerenza delle politiche fin qui predisposte, sulla loro iniquità per come sono stati e saranno distribuiti i costi della transizione, sul ruolo delle politiche macroeconomiche, sul ruolo dei mercati finanziari e della politica monetaria nel sostenere gli investimenti necessari a dare il sostegno al cambiamento del modello di sviluppo nei paesi avanzati, ed in quelli in via di sviluppo, ecc. Non è un fatto nuovo che sia una ragazza sedicenne a mostrare che il re è nudo. Le generazione più giovani  hanno però anche la possibilità e la responsabilità di costringere con rapidità i cambiamenti necessari ai nostri stili di vita, con scelte semplici. Ridurre gli spostamenti non necessari, privilegiare i mezzi pubblici, risparmiare energia nei gesti quotidiani, produrre meno rifiuti, non sprecare le risorse comuni, ecc non dovrebbero essere solo l’esito di politiche di incentivazione, ma attenzione quotidiana. L’orientamento della domanda individuale di beni e servizi verso quelli con impatto zero sulle emissioni è infatti tra gli elementi cruciali per il successo degli scenari di mitigazione, nei quali i paesi più evoluti dovranno azzerare le emissioni entro i prossimi anni. Un esempio, in Italia in contributo della domanda domestica alla riduzione della domanda di energia  è stato pressochè nullo nello scorso decennio.
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