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L'''obfuscation'' gialloverde

Ormai l'azione di governo e' paralizzata

Stefano Micossi 11/03/2019

Il governo Conte al Senato Il governo Conte al Senato L'oggetto sociale della maggioranza giallo-verde sta diventando quella che gli inglesi chiamano "obfuscation": la traduzione letterale è confusione mentale, l'effetto inevitabile è la paralisi dell'azione di governo. Si sono spartiti una dozzina di miliardi per spese irresponsabili per il reddito di cittadinanza e Quota 100; hanno mandato segnali di abbassamento delle imposte che invece sono tali solo per i loro elettori, mentre le imposte sulle imprese aumentano di 7 miliardi; hanno inferto colpi severi al mercato del lavoro e agli incentivi per ricerca e sviluppo; vogliono chiudere la grande distribuzione la domenica; hanno approvato provvedimenti bandiera per la sicurezza e la lotta alla corruzione che non migliorano né l'una né l'altra cosa. L'ultimo capolavoro è il rinvio dei bandi di gara per la Tav senza rinviarli - ma con l'annuncio che essi possono essere cancellati tra sei mesi. Chi sarà mai quel disperato che in queste condizioni si presenterà con manifestazione d'interesse a partecipare alle gare?
 
Intanto, la riforma del Codice degli appalti è finita in secca - perché il governo in carica non se la sente di ridurre e riqualificare le stazioni appaltanti, né di aggredire l'assurdo sistema delle Soa per la qualificazione delle imprese alle gare, mentre l'Anac non riesce ad emanare le sue linee guida. Il Sole 24 Ore ha documentato che dei 62 provvedimenti attuativi necessari per sbloccare la situazione ne sono stati emanati 29. Il fiume promesso dei nuovi investimenti pubblici resta nel libro dei sogni. Mentre cammina in Parlamento una norma devastante cd. sull'acqua pubblica (la legge Daga), che rimette in mano ai comuni le società di gestione dell'acqua pubblica, privandole di ogni autonomia gestionale e gettando nello scompiglio una molteplicità di società (oltre 130), in alcuni casi quotate e già perlopiù sotto controllo pubblico, che si preparano a ridimensionare l'attività e a rinunciare a gare già vinte. Avanti tutta, ragazzi: continuando così, tra poco saremo senza Pil; la decrescita felice sarà finalmente una realtà.
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