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Tav, scontro rinviato di 6 mesi

Ma la guerra mediatica l'hanno vinta i grillini e l'ha persa Salvini

Paolo Mazzanti 11/03/2019

I lavori per la Torino-Lione sul versante francese I lavori per la Torino-Lione sul versante francese Scontro rinviato di 6 mesi sulla Tav, dopo le europee. Conte ha imbastito una pantomima (una "supercazzola" l'ha definita Renzi) che non ha modificato le cose, ma ha dato l'impressione di guadagnare tempo e ha regalato ai grillini una vittoria mediatica su Salvini, apparso sconfitto anche se il processo dei bandi non si e' affatto bloccato. Riassumiamo: gia' a dicembre la societa' italofrancese Telt, cui e' affidata la realizzazione dell'opera, aveva comunicato che per non perdere i fondi europei, sarebbe dovuta partire la procedura di gara da 2,3 miliardi, il cui primo atto e' la richiesta alle imprese di manifestare il proprio interesse a partecipare alla gara vera e propria (avis de marches) da far partire entro sei mesi. La Telt e' una societa' di diritto francese e puo' inserire nella procedura una "clausola di dissolvenza", cioe' il fatto che se il progetto viene modificato o addirittura cancellato, le imprese non possono chiedere i danni. E' esattamente quello che e' avvenuto.
 
Nella lettera di sabato alla Telt, Conte ha suggerito cio' che la Telt aveva già proposto a dicembre. E domenica ha poi chiesto di incontrare Macron e Juncker, cosa che avverra' il 20 e 21 marzo al vertice europeo, per tentare di ridiscutere il progetto, su cui le posizioni di M5S e Lega restano opposte. Ma in questa tempesta mediatica in un bicchier d'acqua, Di Maio (e Conte al suo fianco) sono apparsi piu' determinati nel loro "no" alla Tav di Salvini nella difesa del "sì" all'opera. Il leader leghista e' parso temere la crisi di governo esplicitamente ipotizzata dal sottosegretario grillino Buffagni e ha ammorbidito i toni, forse pensando al prossimo voto in Senato sul suo processo per il caso Diciotti. Vedremo se ne paghera' le conseguenze tra gli elettori nordisti, mentre l'ex presidente lombardo Maroni continua a evocare un nuovo partito del Nord, che rimpiazzi una Lega ormai troppo compromissoria e "italiana".
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