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Variamo un'Agenzia Antidebito

Dove convogliare gli incassi straordinari dello Stato, a cominciare dalle confische ai mafiosi

Paolo Mazzanti 05/12/2018

Variamo un'Agenzia Antidebito Variamo un'Agenzia Antidebito Sabato 24 novembre, poche ore prima della famosa cena Conte-Juncker che ha avviato la trattativa sulla manovra, è stata effettuata una delle maggiori confische per mafia agli eredi di Carmelo Patti, ex patron della Valtur e di altre aziende, in odore di rapporti con Provenzano e Messina Denaro. I giudici hanno confiscato un patrimonio di 1,5 miliardi tra contanti, aziende, villaggi turistici e altri immobili e 400 ettari di terreni. Ci può essere un nesso tra la cena di Bruxelles sulla manovra e la maxi confisca siciliana? Sì, ci può essere. 
 
Il patrimonio confiscato, al pari degli altri beni sequestrati alla criminalità organizzata, agli incassi straordinari e non ricorrenti dello Stato (proventi della lotta all’evasione, dei condoni fiscali e immobiliari e della lotta alla corruzione), dovrebbero essere destinati alla riduzione del debito pubblico, trasformando il Fondo di ammortamento dei titoli di Stato già esistente e operante (al quale già affluiscono i proventi delle privatizzazioni e i profitti delle aziende pubbliche) in una vera e propria Agenzia Antidebito, che potrebbe per esempio accorpare anche l’Agenzia per la gestione dei patrimoni criminali, che potranno essere ceduti a privati secondo una norma del decreto sicurezza.
 
C’è chi paventa il rischio che questi beni, se messi sul mercato, possano essere riacquistati dai vecchi proprietari mafiosi. Ma a parte il fatto che i controlli sugli acquirenti dovrebbero poter evitare queste situazioni, vorrà dire che lo Stato glieli confischerà di nuovo, come ha detto Cantone. Anche se l’Agenzia Antidebito non dovesse raccogliere cifre rilevantissime (ma secondo noi potrebbero essere parecchi miliardi l’anno), sarà comunque importante, perché testimonierà ai mercati la volontà dell’Italia e del suo governo di ridurre effettivamente il debito.
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