Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

L'incubo di cittadinanza

Nei panni di un povero che aspira ai famosi 780 euro

Paolo Mazzanti 08/10/2018

L'incubo di cittadinanza L'incubo di cittadinanza Non vorrei essere nei panni di un povero che aspira al famoso reddito di cittadinanza di 780 euro. Ma provo a immedesimarmi. Ho scoperto che mi daranno assai meno di 780 euro, perché i miei genitori mi hanno lasciato un tugurio e dunque sono proprietario immobiliare. Invece un mio conoscente che va in giro in Porche perché fa l’affarista in nero, non ha mai presentato la denuncia dei redditi e dunque è ufficialmente nullatenente, li prenderà per intero. Poi ho scoperto che me li daranno attraverso un bancomat, che io non ho perché non ho neppure il conto in banca: dovrò farmelo e mi hanno detto che mi costerà tra 100 e 200 euro l’anno. Speriamo ne valga la pena. Poi ho scoperto che non potrò comprare quello che voglio, perché lo Stato, nella persona di Di Maio, tiene molto alla mia moralità: quindi non  potrò usare il reddito per tentare la fortuna al bingo o per comprare i Gratta e Vinci o per giocare ai videopoker. Non so se potrò comprare le sigarette, un liquorino o i preservativi. In più, ho saputo che dovrò spendere il reddito entro il mese, non potrò risparmiare nulla, neppure per comprare un divano o la cucina nuova.
 
Poi non tutti i negozi e supermercati accetteranno il “bancomat di cittadinanza” e quindi dovrò fare delle maratone per cercare i negozi giusti e dovrò abbandonare la bottega sotto casa del mio amico, che non ha il bancomat. Inoltre tutti i miei acquisti saranno tracciati, così lo Stato saprà che cosa mangio e come mi vesto. E non potrò più andare a Unieuro dove d’estate mi rifugio per l’aria condizionata e dove compro qualche lampadina perché una certa viceministro Castelli ha detto in tv che chi andrà troppo spesso da Unieuro sarà controllato dalla Guardia di Finanza. Dovrò seguire corsi di formazione, sempre che il Centro per l’Impiego della mia regione li organizzi. E dovrò lavorare otto ore alla settimana per il mio Comune, sperando che sindaco e assessori non litighino per decidere che cosa farmi fare. Infine, ho scoperto che per qualche ora di lavoretti in nero rischio fino a sei anni di carcere. Mi sentirò un “sorvegliato speciale” e dovrò guardarmi le spalle da chi mi vuol male e potrebbe accusarmi di aver lavorato in nero per mandarmi in galera. Che ansia. Questo reddito di cittadinanza rischia di diventare un vero incubo.
Altre sull'argomento
Salvini e Di Maio non modificano la manovra
Salvini e Di Maio non modificano la manovra
La lettera a Bruxelles senza aperture in extremis
Il dilemma di Salvini o di Di Maio?
Il dilemma di Salvini o di Di Maio?
Il leader leghista pu˛ dormire sonni tranquilli
Lavoratori autonomi, per scelta o no
Lavoratori autonomi, per scelta o no
Indagine Istat sui lavoratori indipendenti di cui abbiamo il record in ...
Pericolose ambiguita'
Pericolose ambiguita'
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.