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Gli sventurati creditori Atac (romani compresi)

Con il concordato preventivo impiegherebbero anni a rivedere qualche soldo

Paolo Mazzanti 01/08/2018

Un bus dell'Atac Un bus dell'Atac Ora che il concordato di Atac, la dissestata azienda dei trasporti romana, è stato approvato dal Tribunale (a dicembre dovranno esprimersi i creditori) occorre fare un discorso, come si suol dire, "di fondo". L'Atac, con 1,4 miliardi di debiti (che si aggiungono ai 14 complessivi del Campidoglio), propone di pagare i creditori per il 70% entro il 2028 con strumenti finanziari "creativi" come partecipazioni a utili (utili?) e ricavi. Vuol dire che per 10 anni gli sventurati creditori di Atac vedranno solo una minima parte dei propri soldi. Ci rendiamo conto di quale effetto depressivo avrà tutto ciò sull’economia romana? Per di più, il Comune ha accettato di ottenere il rimborso del suo credito di 450 milioni alla fine del processo cioè, se va bene, tra una dozzina d'anni e dovrà coprire il buco con altre poste: tra credito non rimborsato e coperture alternative il Comune congelerà dunque 900 milioni che non potranno essere spesi per coprire le buche nelle strade o costruire case popolari per i 10 mila cittadini in attesa. E anche questo inciderà negativamente sull'economia della Capitale.
 
Si dirà: questa è l'unica strada per evitare il fallimento e mantenere il trasporto pubblico. Ma non è così. L'ex assessore alle partecipate, l'imprenditore trevigiano Massimo Colomban, ha rivelato di essersi opposto al concordato (e forse anche per questo se n'è andato dal Campidoglio), preferendo l'"intervento dei privati come le Fs (sic)" che come tutti sanno, meno evidentemente Colomban, non sono affatto private, ma sono più pubbliche che pubbliche non si può. Ma la sindaca Raggi e i suoi compari grillini hanno rifiutato le avances delle Fs (e anche delle ferrovie regionali di Parigi) che avevano proposto di rilevare la Roma-Ostia, una delle linee peggiori d'Europa. Ma ci sarebbe stata anche un'altra strada, per esempio, la cessione di Acea: il Comune incasserebbe 1,6-1,7 miliardi coi quali pagare i debiti e ristrutturare l'Atac. Ma anche da quest'orecchio la Raggi non ci sente, visto che l'Acea le è molto utile per piazzarci amici e consulenti, come l'avv. Lanzalone. Con buona pace dell'economia e delle imprese romane.
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