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Ipocrisia sul gioco d'azzardo

Il primo a guadagnarci e' lo Stato

Paolo Mazzanti 05/07/2018

Ipocrisia sul gioco d'azzardo Ipocrisia sul gioco d'azzardo La peggior forma d'ipocrisia e' quella istituzionale, che si manifesta in massimo grado sui temi del gioco d'azzardo e delle ludopatie. Ora il cosiddetto Decreto Dignita' vieta la pubblicita' e le sponsorizzazioni delle scommesse, salvando chissa' perche' la Lotteria Italia. Di Maio ricorda che gli affetti da ludopatia (da 400 mila a 2 milioni secondo le varie stime) gravano sul servizio sanitario e anche sulla pubblica assistenza, perché spesso riducono sul lastrico se stessi e le proprie famiglie.
 
Ma nessun politico ricorda mai che il primo ad avvantaggiarsi del gioco d'azzardo e' lo Stato, che ci ricava in tasse una dozzina di miliardi l'anno (6,1 miliardi sono nei primi cinque mesi di quest'anno). Il governo vuole davvero combattere il gioco d'azzardo? La prima cosa da fare e' sostituire quei 10 miliardi con riduzioni di spesa pubblica di pari importo o con altre imposte (Iva, Irpef, Imu, nuove patrimoniali?) e poi abolire del tutto il gioco legale e cercare di combattere senza quartiere quello illegale al quale inevitabilmente si rivolgerebbe chi non vuole rinunciare al brivido del gioco e delle scommesse, incrementando i fatturati della criminalità. Tutto il resto e' ipocrisia. Di Stato.
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