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Il governo delle contraddizioni

Reddito di cittadinanza e flat tax, Nato e Russia, energia pulita ma senza alta velocitÓ

Riccardo Illy 08/06/2018

Il governo delle contraddizioni Il governo delle contraddizioni A 90 giorni dalle elezioni nasce, con la fiducia accordata da Senato e Camera,  il primo Governo degli estremi che si toccano; giallo-verde, come dicono i più bonari, o faxista, come direbbero i più feroci. La Lega fascista, così la ha definita Tomaso Montanari, per le sue derive xenofobe e il M5S marxista, come lo ha definito Massimo Colomban. Quello che è certo è che sarà il Governo delle contraddizioni, che stanno emergendo con violenza fin dalle prime dichiarazioni dei suoi componenti. Solo per citarne alcune: questa coalizione si propone una maggiore crescita economica ma vuole rispedire a casa 600.000 immigrati, pari all’1% della popolazione. Peccato che l’Italia cresca meno degli altri partner occidentali anche perché la sua popolazione è già ora in calo mentre quella degli altri è in crescita. Oppure vuole il reddito di cittadinanza, che è una misura re-distributiva che prevede di prelevare di più a chi ha un reddito maggiore per dare di più a chi ne ha uno minore o non ce l’ ha affatto. Ma vuole anche la flat-tax, che prevede di ridurre il carico tributario proprio sui redditi più elevati; che sarebbero però quelli dai quali prelevare per alimentare il reddito di cittadinanza.
 
Vuole anche promuovere una economia fossil-free, nella quale non si userebbe più carbone petrolio e gas, ma è contro il treno ad alta velocità; il mezzo di trasporto a più basso consumo energetico (e di territorio) già oggi alimentabile con fonti rinnovabili e in grado di competere (Milano-Roma docet) non solo con l’automobile, ma anche con il molto più inquinante trasporto aereo. Vuole poi tenere il piede in due scarpe: la Nato ma anche la Russia, nei confronti della quale propone di eliminare le sanzioni, perdonando con un colpo di spugna l’invasione della Crimea. Vuole infine condividere l’onere della gestione del fenomeno immigrazione con l’Ue, ma plaude in contemporanea a Victor Orban che ha isolato l’Ungheria dai Balcani con interminabili recinti e rifiuta la re-distribuzione degli immigrati già presenti in Europa. La prova del nove del Governo appena “fiduciato” sarà proprio governare. Molti si aspettano che, proprio a causa delle plateali contraddizioni che lo caratterizzano, durerà poco. Ma nel paese dove l’unica certezza è l’incertezza forse le contraddizioni rappresenteranno invece una fonte di coesione e longevità.
 
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