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Fico nel labirinto Pd

L'esplorazione del presidente della Camera obbliga i dem a uscire dall'afasia

Paolo Mazzanti 24/04/2018

Fico nel labirinto Pd Fico nel labirinto Pd L’esplorazione del presidente della Camera Roberto Fico, che deve valutare entro dopodomani la fattibilità di un’intesa M5S-Pd, obbliga i dem a uscire dal poco splendido isolamento. Il Pd è ancora diviso tra i renziani, che restano per ora ancorati al no a tutto e tutti e sembrano auspicare un governo Di Maio-Salvini; la minoranza di Emiliano-Boccia, che vorrebbe intavolare subito trattative coi grillini e il corpaccione di Martina-Franceschini-Orlando e forse Gentiloni-Calenda, che resta sospettoso sul governo col M5S, ma vorrebbe almeno andare a vedere le carte. E poi c’è la base che ribolle: i giovani militanti di “Sinistra Anno Zero”, ipercritici verso il renzismo; le 500 donne che hanno firmato un documento per denunciare la scarsa presenza del sesso (ex) debole nei gruppi parlamentari (solo 37 deputate su 111 e 18 senatrici su 52). E poi ci sono le iniziative più goliardiche: i giovani dem romani del quartiere Balduina hanno organizzato un R.I. Party (Riposa In pace Party) nella cui locandina compare un profilo di Renzi-Nosferatu su una bara aperta (come dirgli, rientra nel sarcofago). Diluvio di polemiche.
 
Ma al di là del folklore, che accadrà? E’ possibile che la crisi siriana e la sentenza di Palermo sulla trattativa Stato-Mafia, con la condanna a 12 anni del braccio destro di Berlusconi, Dell’Utri, spinga il Quirinale (per interposto Fico) ad aumentare le pressioni sul Pd affinché entri in maggioranza col M5S, e sventi il rischio di avere al governo una Lega più filoPutin che filo atlantica e il rischio di portare in maggioranza Forza Italia, il cui leader è indagato a Firenze come mandante delle stragi del ‘93. Decisivo sarà capire che cosa ha davvero in mente Renzi, che resta il capo corrente più potente del Pd. C’è chi dice che l’ex segretario dia ormai per perso il Pd e sia impegnato nella costruzione di un nuovo partito centrista con +Europa della Bonino e con i forzitalioti moderati ed europeisti, che non vorranno arrendersi a Salvini, partito che alle elezioni europee del 26 maggio 2019 si presenti in “coalizione transazionale” con “En marche” di Macron. Sarà interessante vedere che cosa dirà a Fico il povero Martina.
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