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La corruzione non va in vacanza

Il nuovo scandalo dei quattro primari milanesi

L'Irriverente 12/04/2018

La corruzione non va in vacanza La corruzione non va in vacanza Aiutini da 20-30 mila euro per pagare il mutuo, borse di Luis Vuitton, automobili di lusso, champagne, vacanze in resort di classe e promesse di assunzioni e stage per i figli: non manca nulla nel nuovo scandalo sanitario che ha portato agli arresti per corruzione sei colletti bianchi milanesi, tra cui quattro primari quattro del Galeazzi e del Gaetano Pini, il più antico nosocomio ortopedico d’Italia e tuttora istituto di eccellenza, nonché “il più facile ospedale d’Italia perché qui non si fanno gare, basta conoscere (e ungere ndr) il medico giusto” secondo la definizione intercettata dall’imprenditore presunto corruttore. Se poi il medico giusto è il professor Giorgio Maria Calori, primario di chirurgia ortopedica, amante del lusso e definito da un collega “delinquente abituale”, il gioco è fatto.
 
Così sono finiti nelle tasche dei medici infedeli almeno almeno 3,5 milioni di soldi nostri, che si aggiungono ai 56 dello scandalo della clinica Maugeri, costato una dura condanna a Formigoni. La politica è in surplace, ma la corruzione non va in vacanza. Ed è lecito chiedersi quanti dei 115 miliardi di euro del Fondo sanitario nazionale (quasi 20 miliardi in Lombardia), o dei 150 miliardi per gli acquisti  della Pa o per le opere pubbliche, si potrebbero risparmiare o utilizzare meglio se la corruzione fosse non diciamo debellata, ma almeno ridotta alla media europea. Eppure nei programmi dei partiti, la lotta alla corruzione (di cui sembra ormai parlare solo il Papa), così come all’evasione fiscale, (Daspo per le imprese che pagano tangenti, agente provocatore anticorruzione…) non era ai primi posti. Neanche tra i partiti vincitori, che si gingillano coi vitalizi.
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