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Draghi e la Ue ci riportano alla realtÓ

E Mattarella esorta il Parlamento: öAgisca nell'interesse del Paeseö

Paolo Mazzanti 08/03/2018

Draghi e la Ue ci riportano alla realtÓ Draghi e la Ue ci riportano alla realtÓ Dopo mesi di promesse iperboliche e tre giorni di giubilo dei vincitori (e gemiti degli sconfitti), in poche ore siamo tornati alla realtà. Mattarella, parlando stamane a nuora (l’universo femminile) perché suocera (il sistema politico) intenda, ha detto: “Il Parlamento deve mostrare senso di responsabilità e collocare al centro della sua azione l'interesse generale del Paese”. "Nella Commissione Ue  - ha ricordato da Bruxelles il vicepresidente Dombrovskis  -  c'è l'aspettativa di una correzione dello 0,3% del Pil (circa 4 miliardi) come sforzo strutturale quest'anno. Specialmente per l'Italia, che ha il secondo rapporto debito pubblico-Pil più alto nell'Ue dopo la Grecia, è importante mantenere la rotta con politiche di bilancio responsabili".
 
E nel pomeriggio ha parlato Draghi. Ha confermato “un forte e ampio slancio dell'economia euro che ora è prevista espandersi in qualche misura superiore rispetto a quanto atteso prima". Ha messo in guardia contro il rischio di dazi e guerre commerciali che potrebbero indebolire il clima economico di fiducia: "Le decisioni unilaterali (di Trump ndr) sono pericolose: le dispute commerciali andrebbero discusse e regolate in ambiti multilaterali. E poi, se imponi dazi sui tuoi alleati, uno si chiede quali siano i tuoi nemici". Ha detto che l’inflazione resta bassa e dunque il quantitative easing (acquisti di 30 miliardi di titoli pubblici al mese da parte della Be) potrebbe proseguire anche dopo la prevista scadenza di settembre. Ma ha concluso affermando che in ogni caso la Bce ha deciso all’unanimità che non aumenterà l’ammontare dell’acquisto di titoli, perché “non prevede peggioramenti del quadro economico”. Come dire che in caso di crisi circoscritta a un solo Paese, la Bce non muoverà un dito. Chi ha orecchie per intendere, intenda.
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