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Meno male che Catherine c'Ŕ

Il documento della Deneuve sulla "libertÓ di corteggiamento"

Giancarlo Santalmassi 11/01/2018

Catherine Deneuve Catherine Deneuve Forse l'avevo già scritto: sia che trovavo ridicolo che qualche donna matura improvvisamente ricordasse che quarant'anni fa qualche uomo le avesse toccato il culo; sia che la battaglia per il rispetto dovuto all'altro sesso fosse dilagata in una sorta di guerra moralista (chiunque etichettato molestatore è stato messo all'indice, licenziato o altro – vedi Kevin Spacey). E ho subìto alcune critiche a questa mia posizione. Ma facendo questo mestiere, ci sono abituato.
 
Curiosamente, nel giorno in cui Harvey Weinstein il molestatore principe veniva aggredito (e da un uomo, non da una donna) in un ristorante in Arizona, la prima parola decente in materia di molestie l'ha detta una donna, Catherine Deneuve: "Lasciamo agli uomini la libertà di mettere una mano sul nostro ginocchio". Fa rima con Edith Piaf (ah, la France) quando cantava "Spogliami, ma non troppo velocemente…". Nel frattempo, per continuare a vivere serenamente, si potrebbe codificare la differenza tra violenza carnale (ovvio: super vietata), molestie, e approccio.
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