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Come combattere le fake news

Non servono leggi, ma solo gerarchia e autorevolezza delle fonti

Piero Ignazi 01/12/2017

Come combattere le fake news Come combattere le fake news Un tempo si chiamava “disinformatzia” l’arte della manipolazione delle notizie, di cui erano massimi esperti i sovietici (come se la Cia fosse composta da angeli puri e ingenui…). I francesi preferivano parlare di “intossicazione”. Noi più prosaicamente, in linea con le nostra cultura profondamente silvo-pastorale, andiamo sulle bufale. Ma adesso, per fare i moderni, anzi i post-moderni, dobbiamo adottare l’anglicismo e il neologismo di fake-news. Ma la storia è sempre la stessa, quella che l’indimenticabile Edmondo Berselli aveva definito “fattoidi” la manipolazione di notizie e fatti dando loro una parvenza di credibilità. La nostra storia politica ne è piena, basta pensare a quello che veniva spacciato dalla stampa comunista nei begli anni staliniani (e anche dopo). O quello che gli organi della destra, da Libero al Giornale, propalano quotidianamente. Cosa c’è di nuovo, allora? Semplicemente il mezzo: internet e i social media sono più rapidi, più efficienti, più coinvolgenti – e meno riconoscibili. La loro potenza di fuoco è incommensurabile rispetto al passato, così come il loro bacino di utenza.
 
Di fronte a questo fenomeno invece di ripristinare la “gerarchia delle fonti” innalzando l’autorevolezza di chi – e dove - scrive e comunica con mano sicura e mente fredda, si pensa a nuove leggi inevitabilmente – ripeto inevitabilmente – censorie. Non può esistere in democrazia una parodia del Ministero della Verità di orwelliana memoria. Solo la pluralità da un lato, e l’autorevolezza – da conquistare sul campo – dall’altro, garantiscono una informazione un minimo “corretta”. E ritenere l’elettore un minus habens manipolabile a piacimento da siti propalatori di fandonie verosimili è fare un cattivo servizio alla democrazia. Perché in questo modo ritorna in auge quell’idea che il popolino incolto e inconsapevole deve essere guidato dagli ottimati perché non cada in tentazione nel mare magno dell’informazione.   
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