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Calenda e i liberali scomparsi

La proposta di privatizzazione della Rai

Paolo Mazzanti 29/11/2017

Carlo Calenda Carlo Calenda Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha rotto un inossidabile tabù: ha detto che la Rai andrebbe privatizzata e il canone utilizzato per finanziare programmi d'interesse pubblico sulle reti private. Apriti cielo: il suo sottosegretario piddino Giacomelli e la presidente Rai Maggioni, vestali della Tv pubblica, si sono stracciati le vesti gridando al sacrilegio.
 
I radicali hanno applaudito, perché ormai sono loro gli eredi dei liberali scomparsi. Silenzio dal centrodestra e dal "partito Mediaset", che ha qualcosa da guadagnare (lo stesso Confalonieri aveva auspicato la "spalmatura" del canone anche sulle reti private, cioè le sue) ma molto da perdere, perché una Rai privatizzata sarebbe un concorrente molto più agguerrito sul mercato pubblicitario.
 
Sarebbe interessante capire che ne pensano i grillini, che sono statalisti ma dovrebbero capire che se vogliono davvero voltare pagina dovrebbero smantellare la Rai pubblica e partitocratica (ma forse sperano di occuparla loro, prima o poi). E Calenda? Dopo aver tirato il sasso, ha ritirato la mano dicendo che la privatizzazione Rai non si farà mai. E se tirasse fuori un po' di coraggio e su questa proposta provasse a costruire una moderna forza liberale ed europeista e si presentasse alle elezioni?
TAG: raicalenda
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