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La testata nella suburra

Riflessioni sull'aggressione di Ostia

Giancarlo Santalmassi 10/11/2017

La testata nella suburra La testata nella suburra A prima vista, poiché Roberto Spada che ha dato una testata al giornalista di Nemo Daniele Piervincenzi è stato 24 ore a piede libero, si pensa a un paese che non sa scegliere tra garantismo e giustizialismo. Argomento facilmente smontabile, dato che esiste una documentazione filmata, inoppugnabile, superiore ad ogni considerazione da leguleio, tipo “manca la flagranza, la denuncia all’autorità e stata presentata il giorno dopo il fatto,  la prognosi è di 20 giorni, il che esclude la definizione aggravante delle lesioni gravi”. In realtà, andrebbe considerata meglio l’indifferenza che ha dimostrato il contesto di fronte al gesto, nonostante la ‘diretta’. Roma è ormai abituata a tutto, ma quello che è successo a Ostia dovrebbe segnare un limite di guardia. 
 
I carabinieri alla fine hanno fermato Spada, per violenza, lesioni e ‘metodo mafioso’. Ma nel pomeriggio è stata svaligiata una Smart con l’attrezzatura per la diretta di Sky. Ostia, insomma, appare proprio terrà di nessuno, o meglio, della mafia. Anche se Minniti ha detto che “non ci sono zone franche sul territorio”, il clima da “suburra”, straordinaria serie di Netflix, è evidente. La conseguenza: questo è un caso in cui non si può dire ‘tutto è bene quel che finisce bene’. Soprattutto se si considera che Ostia è un municipio commissariato per mafia, e che un movimento di estrema destra, Casa Pound, farà da arbitro al ballottaggio tra M5S e centrodestra. Chiunque dovrebbe ribellarsi a questi impresentabili!
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