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Minniti, il 'Mister Wolf' del governo

Il ministro che ôrisolve problemiö

Paolo Mazzanti 08/09/2017

Marco Minniti Marco Minniti Preoccupato per la tenuta democratica del Paese ha bloccato i migranti, ricacciandoli nell”inferno libico” (Bonino dixit). Con la copertura del Vaticano ha imbrigliato le Onlus che con le loro navi soccorrevano i profughi in Mediterraneo, sempre più “mare suum”. Ha battuto i pugni sul tavolo in Europa per ottenere i ricollocamenti, la Corte di giustizia gli ha dato ragione e ora la Commissione di Bruxelles è un po’ più combattiva coi quattro discoli di Visegrad (Polonia, Ungheria, Romania e Slovenia) che i nostri migranti proprio non li vogliono. Come fosse anche ministro degli Esteri ha trattato con l’Algeria e ha incontrato riservatamente il generale Haftar per ricucire i rapporti con l’uomo forte di mezza Libia,  riuscendo persino a mantenere la notizia segreta per più giorni. Infine, con le sue micidiali Circolari sta affrontando l’emergenza abitativa e sta varando la politica di accoglienza, sostituendosi a 5 o 6 colleghi.
 
Il ministro dell’Interno Marco Minniti, ex Kojak di D’Alema ed ex sottosegretario ai Servizi segreti, è il vero Mister Wolf del governo, quello che nel film Pulp Fiction di Tarantino “risolve problemi”. Cresce nei sondaggi e riesce persino a strappare a denti stretti qualche elogio alle opposizioni. E’anche al centro di insospettabili cupidigie: “E’ l’uomo che ho più corteggiato nella mia vita – ha detto Lilli Gruber – perché lo invito  in trasmissione da quando è diventato ministro”. Ma lui, tetragono, resiste alle lusinghe catodiche. E’ il vero erede di Ugo Pecchioli, “ministro degli Interni ombra” del Pci ai tempi della solidarietà nazionale, che però al Viminale non c’è mai arrivato. Sta restituendo un po’ di tranquillità agli italiani che, bombardati dalla propaganda leghista e grillina, credono che gli immigrati siano il 30%, mentre sono solo il 7-8% della popolazione. L’unico che probabilmente  mastica amaro è il presidente dell’Anticorruzione Cantone, al quale finora spettava il titolo di Mister Wolf italico. 
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