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La Raggi e le case fantasma

Si pu˛ risolvere l'emergenza abitativa

Paolo Mazzanti 07/09/2017

Virginia Raggi Virginia Raggi Non si placano le polemiche sull'emergenza abitativa a Roma dopo lo sgombero del palazzo di piazza Indipendenza dove vivevano 800 richiedenti asilo, che hanno diritto a un tetto, e mentre decine di profughi bivaccano nel porticato della basilica dei Santi Apostoli, la chiesa dove andava a messa Mattarella a due passi dal Campidoglio. La sindaca Raggi, che pensa di essere ancora all'opposizione e denuncia i problemi anziché tentare di risolverli, ripete che prima dei migranti bisogna sistemare i 10 mila romani in attesa di casa popolare e si dedica al suo passatempo preferito: rilanciare la patata bollente alla Regione e al governo.
 
Ma ora si scopre dai bilanci Ater (l'istituto case popolari di Roma) che nella Capitale ci sono seimila alloggi popolari occupati abusivamente e 2700 con inquilini che hanno redditi superiori al consentito. Sicché, se questi alloggi "fantasma" fossero liberati, ci sarebbero 8700 case disponibili e l'emergenza casa a Roma sparirebbe d'incanto. L'ex sindaco Marino aveva liberato alcune centinaia di alloggi, tra cui quello irregolarmente occupato dal marito dell'on. Polverini, dirigente bancario. La Raggi quanti ne ha liberati in un anno? Se poi la sindaca uscendo dai tabù statalisti di M5S, si decidesse a vendere l'Acea incassando 1,5 miliardi, potrebbe utilizzarne una parte per comprare immobili nuovi e vuoti di cui sono punteggiate le periferie. Basta che si dia una mossa.
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