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Vitalizi ed equità

O palese iniquità

Giancarlo Santalmassi 28/07/2017

Vitalizi ed equità Vitalizi ed equità La questione dei vitalizi degli ex parlamentari merita qualche ulteriore commento. E’ stato sostenuto che l’intervento si ispira a criteri di equità: nessuno dovrebbe ricevere come pensione più di quanto ha versato come contributi. Ciò è vero se si accetta una logica strettamente individualistica e para-assicurativa. Ma questo non è l’unico approccio che si può seguire. L’equilibrio di un sistema pensionistico è un fatto macroeconomico e non di corrispondenza assicurativa. Vi sono infatti Paesi, come la Danimarca, in cui esistono le pensioni, ma non si pagano contributi, e l’equilibrio del sistema è assicurato dalle regole di calcolo e dalla fiscalità generale. In ogni caso, se si vuole seguire una logica assicurativa essa andrebbe applicata a tutti i pensionati (e pensionandi). Se così si facesse, si vedrebbe che gli squilibri maggiori del sistema italiano riguardano non solo e non tanto gli ex parlamentari, quanto i lavoratori autonomi (artigiani e commercianti), molti pensionati del pubblico impiego (ma non tutti), gli operai prepensionati per crisi aziendali, i giornalisti, i dirigenti dell’industria, ecc. Ed è singolare che i sostenitori del sistema contributivo che vorrebbero intervenire sulle pensioni in essere si contraddicano sostenendo che la correzione dovrebbe avvenire solo oltre un certo limite di pensione lorda (2550-3000 euro), riconoscendo che esistono problemi sociali che suggeriscono di non appiattirsi su una logica meramente assicurativa.
 
In sostanza, se esiste un problema di sostenibilità finanziaria bisognerebbe intervenire a 360 gradi con equilibrio, consapevolezza e spirito solidale, al di là delle corrispondenza attuariale tra contributi e prestazioni (sempre che la Costituzione, come essa è stata finora interpretata, lo consenta). Quello che più preoccupa dell’intervento sui vitalizi è proprio la sua palese iniquità. Si interviene su un gruppo ristretto di pensionati, spesso in età avanzata e privi di altre fonti di reddito, su una categoria fortemente impopolare per le contingenze del dibattito politico, priva di difese e sostegno, mentre si ignorano tutte le altre situazioni equiparabili. Questo è un vulnus difficilmente accettabile che si esprime in una discriminazione violenta e gratuita nei confronti di una sola categoria di cittadini e che non dovrebbe essere accettabile in un Paese che si ritiene democratico.
TAG: vitalizi
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