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Il Canada apre la nuova frontiera dell'Europa

Verso un nuovo ordine basato sulle “medie potenze”

Claudio Di Donato 25/09/2026

Il Canada apre la nuova frontiera dell'Europa Il Canada apre la nuova frontiera dell'Europa La proposta di fare del Canada il primo “membro associato” dell’Ue è ancora tutta da definire. Questo status non esiste nei Trattati e non equivale all’adesione. Eppure, proprio la formula scelta rivela un cambiamento potenzialmente storico: non è tanto il Canada che entra in Europa, quanto l’Europa che comincia a uscire dai propri confini geografici. Canada e Ue sono due potenze incomplete ma complementari. L’Europa dispone di un grande mercato, capacità industriale, tecnologia e forza regolatoria, ma dipende dall’esterno per energia, materie prime e sicurezza. Il Canada possiede risorse energetiche, minerali critici, competenze tecnologiche e una posizione decisiva nell’Artico, ma ha un mercato relativamente piccolo e un’economia troppo legata agli Stati Uniti. Il loro avvicinamento è quindi uno scambio di autonomia. Ottawa cerca nella UE la scala necessaria per ridurre la dipendenza americana; Bruxelles cerca nel Canada le risorse e la profondità strategica che le mancano. Non è un divorzio dagli Usa, impossibile per ragioni geografiche ed economiche, ma una polizza assicurativa contro la loro crescente imprevedibilità.
 
Cambia anche la natura dell’integrazione. Il CETA apparteneva alla stagione del libero scambio: ridurre i dazi e aumentare gli scambi. La nuova alleanza riguarda difesa, energia, intelligenza artificiale, spazio, telecomunicazioni, minerali critici e sicurezza dell’Artico. È il passaggio dalla globalizzazione dell’efficienza alla globalizzazione della fiducia: le filiere non si organizzano più soltanto dove produrre costa meno, ma tra Paesi sui quali poter contare durante una crisi. Il Canada potrebbe così diventare il laboratorio di un’Europa a cerchi concentrici. Accanto ai membri effettivi nascerebbe una comunità di Paesi associati – dal Regno Unito alla Norvegia, fino ad Australia e Giappone – integrati in alcuni settori strategici senza aderire necessariamente all’Unione. Un modo per allargare la potenza europea senza appesantirne subito le istituzioni. Il significato politico più profondo è però un altro. Il Canada è il primo Paese occidentale a riconoscere apertamente che l’Occidente non coincide più automaticamente con la leadership americana. Europa e Canada non si cercano perché siano già forti, ma perché hanno compreso che, separatamente, le loro dipendenze possono trasformarsi in debolezze. Se dalle dichiarazioni nasceranno investimenti, filiere e responsabilità condivise, il “membro associato” non sarà soltanto una formula diplomatica: sarà il primo tassello di un nuovo ordine costruito dalle potenze medie.
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