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Piu' concorrenza nel mercato petrolifero

Con l'uscita degli Emirati dall'Opec, ma nel breve non cambierà molto

Fabrizio Galimberti 06/05/2026

Piu' concorrenza nel mercato petrolifero Piu' concorrenza nel mercato petrolifero La prima cosa da dire, circa la decisione degli Emirati Arabi Uniti di abbandonare l’Opec (ne era membro da sessant’anni), è che nell’immediato, e per quanto ci interessa (blocco dello Stretto), non avrà nessuna influenza sul prezzo del petrolio. Questo è in balia del blocco di Hormuz e dei tentativi di sbloccare il blocco (anzi, i blocchi, perché c’è un blocco degli iraniani, e un blocco del blocco da parte di Trump – Presidente sempre più brocco). In un prosieguo di tempo, invece, la decisione dell’UAE avrà grossi effetti. Negli ultimi anni ci sono state altre defezioni: l’Angola, l’Ecuador e il Qatar. Secondo gli Emirati, quest’ultima defezione ha ragioni economiche loro, tecnicamente, potrebbero pompare più petrolio rispetto alla quota assegnata dall’Opec. Cambiare la quota vuol dire procedere a laboriosi negoziati con un’organizzazione dove domina il ‘fratello maggiore’, l’Arabia Saudita.
 
E, dopo i missili dell’Iran sulle installazioni petrolifere nella penisola arabica, vale adesso l’”ognuno per sé”. A guerra finita (perché prima o poi finirà) bisognerà pompare più petrolio, e decidere quantità e prezzi: gli Emirati vogliono essere liberi di decidere, senza dipendere più dall’Opec. Strutturalmente, questo vuol dire che il mercato del petrolio sarà più libero. Già da molto tempo l’Opec era stata indebolita, con la quota del mercato fornita dai Paesi non-Opec che è ormai maggioritaria (anche e soprattutto grazie agli Usa, che, con il petrolio da scisti, sono diventati il primo produttore mondiale). Un mercato più concorrenziale, grazie all’indebolimento dell’Opec, è in ogni caso un bene.
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