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Ue, rinviata la normativa anti deforestazione

Uno spacco alle popolazioni indigene che avevano manifestato alla Cop30

Pia Saraceno 02/12/2025

Ue, rinviata la normativa anti deforestazione Ue, rinviata la normativa anti deforestazione Il Parlamento Europeo è al lavoro per depotenziare e cancellare le norme del Green Deal, nonostante l’ impegno preso alla Cop 30 di accelerare il percorso della decarbonizzazione. E’ stata approvata nei giorni scorsi la revisione al regolamento della legge del 2023 che mira a ridurre il contributo dell’Unione alla deforestazione (una delle cause più rilevanti dell’aumento delle emissioni); ieri sono state comunicate le proposte di revisione del regolamento sull’efficienza energetica delle abitazioni. Ambedue le revisioni rendono poco credibile il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima presentato a Belem, dove a partire dalla legislazione vigente si dichiara l’obiettivo intermedio di riduzione delle emissioni tra il entro il 2035. Il regolamento sulla deforestazione è stato modificato per prorogare di un anno l’entrata in vigore della legge, prevista per il31 dicembre prossimo. Essa avrebbe dovuto garantire che alcuni prodotti venduti nell’Ue non sarebbero provenuti da terreni deforestati. La legge sulla deforestazione richiedeva infatti la due diligence sulle provenienze di cacao, caffè, olio di palma, soia, legno, gomma, carbone vegetale, carta stampata e bovini, e prevedeva una gradualità per la sua implementazione a seconda delle dimensioni delle imprese coinvolte. Il rinvio introduce anche minori obblighi per imprese commerciali e piccoli importatori e prevede un’ ulteriore revisione (con probabili ridimensionamenti degli obblighi di trasparenza e certificazione) entro il 30 aprile 2026.
Le proposte riguardanti il regolamento delle Case Green vanno invece da subito più a fondo, non si limitano ad un rinvio, si vorrebbero modificare i requisiti di efficienza richiesti dal 2029 per le nuove caldaie a gas lasciando di fatto la possibilità di vendita di tutte le caldaie esistenti oggi sul mercato anche oltre il 2030.  Alla Cop 30 l’Europa si era schierata per introdurre vincoli e scadenze per la fuoriuscita dalle fonti fossili  (seppure con l’astensione talvolta di alcuni paesi, tra cui l’Italia), si era dimostrata la più attiva nel promuovere tutte le azioni volte ad accelerare l’introduzione di politiche necessarie incluse quelle per aumentare la trasparenza dell’informazione. Adesso smentisce se stessa, accodandosi a quei paesi che avevano fatto ostruzionismo e vanifica da subito quel poco che simbolicamente si era ottenuto con l’accordo faticosamente raggiunto (vedi InPiu’ del 24 novembre scorso). 
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