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Il piano sull'Ucraina: l'ennesimo penultimatum?

Le trattative a Ginevra e il dilemma dell'Europa

Rocco Cangelosi 24/11/2025

Il piano sull'Ucraina: l'ennesimo penultimatum?  Il piano sull'Ucraina: l'ennesimo penultimatum? Le cancellerie europee si interrogano su quali ragioni abbiano indotto Trump a presentare un piano di pace così rinunciatario e favorevole a Putin. Non solo, ma il testo è talmente infarcito di imprecisioni, ambiguità e contraddizioni che per renderlo giuridicamente vincolante occorrerebbe una negoziazione infinita. I 28 punti di Trump consegnano in pratica un’Ucraina, neutralizzata, nelle mani di Putin in cambio di una clausola sulla sicurezza assimilata all'art 5 della Nato, ma assolutamente vaga quanto alla sua implementazione. Ma non basta. Putin verrebbe riabilitato e riammesso nel G8, annullando in tal modo le ripetute condanne pronunciate nei suoi confronti con fermezza da parte dell'Occidente in numerosi contesti per le gravi violazioni del diritto internazionale e umanitario e per i crimini di guerra commessi. Insomma, un pasticcio che di fatto proclamerebbe la sconfitta dell'Ucraina e la sua sovranità limitata senza reali contropartite.
 
 
Il disequilibrio delle proposte è talmente provocatorio, da aver indotto Rubio ad affermare, anche se successivamente lo ha smentito, che si trattava di una proposta russa sulla quale gli americani stavano lavorando. Lo stesso Trump ha cominciato a fare marcia indietro dicendo che il piano è una bozza aperta a modifiche. Si tratterebbe in definitiva dell'ennesimo penultimatum, di un altro ballon d'essai volto a testare il terreno, senza strategia, in base ai propri impulsi personali ed interessi finanziari. Alcuni commentatori sostengono che Trump con queste generose concessioni a Putin riuscirebbe a staccarlo dalla Cina, ipotesi che appare, allo stato attuale, non verosimile. Purtroppo anche questa iniziativa facilita la vita a Putin, che incassa la proposta ma è pronto al rilancio, mentre continua la guerra per piegare la resistenza di un’Ucraina che vede in caduta libera. In tutto questo l'Europa, che finora è stata a guardare, si trova insieme all'Ucraina ad affrontare il grave dilemma di come agire per evitare una sconfitta che sarebbe innanzitutto morale, con gravi conseguenze sul piano geopolitico, senza rompere con Trump il cui sostegno militare e logistico è ineludibile. Un piano alternativo a quello del Presidente americano non sarebbe infatti credibile agli occhi di Putin senza il pieno avallo della Casa Bianca. Ma per ottenere questo obbiettivo occorre fermezza e unità di intenti. A Ginevra il gruppo dei "volenterosi" ci sta provando, ma non tutti sembrano sulla stessa linea.
 
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