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Identikit degli elettori lepenisti

Mentre numerosi candidati gollisti potrebbero votare per la Le Pen e Bardella

Piero Ignazi 05/07/2024

Identikit degli elettori lepenisti Identikit degli elettori lepenisti Il partito di Marine Le Pen e del giovane Jordan Bardella si avvia vincere le elezioni legislative e, con tutta probabilità, a governare da solo o con qualche generoso supporto dalla destra un tempo repubblicana. Sono lontani gli anni cui il partito gollista guidato da Jacques Chirac dopo le elezioni regionali del 1998 rifiutò l’appoggio degli eletti lepenisti al costo di perdere il controllo di molte regioni a favore dei socialisti. Un gesto forte che sembrava essersi ripetuto due settimane fa quando il presidente del partito gollista Ciotti è stato disarcionato da tutto il gruppo dirigente del partito per aver proposto una alleanza con il Rassemblement National . E invece ora molti candidati gollisti rimasti in gara sembrano rinunciare alla “difesa repubblicana” e si dichiarano disponibili a stringere accordi con gli estremisti di destra. Eppure le differenze tra i due elettorati sono ancora significativi perché il RN rappresenta sentimenti estremi, non condivisi dalla popolazione in generale.
 
Nel suo ultimo rapporto appena pubblicato su razzismo xenofobia e antisemitismo, la Commission consultative des droits de l’homme mostra un profilo inquietante degli elettori lepenisti: il 55%  contro una media nazionale del 19% si dichiara (tranquillamente) razzista, l’83% contro  43% considera gli immigrati una minaccia per la sicurezza, il 94% contro 55%ritiene che ce ne siano troppi, il 91% non si sente più a casa propria, il 30% ritiene che l’esercito potrebbe governare meglio , il 52% che i mussulmani non sono francesi come gli altri (e lo stesso vale per gli ebrei), e infine, a grande maggioranza, che è ora di introdurre la pena di morte. Il Rn, che ha veicolato per anni questa visione del mondo e queste valutazioni, andrà al governo sospinto da elettori in perfetta sintonia con quelle idee. I sentiti auguri formulati da due leader su tre del nostro governo ad un partito portatore di questi “valori” forse indicano una propensione ad imitare i camerati francesi. Ma se in Francia rimarrà lo scudo del presidente della Repubblica ad arginare pulsioni autoritarie e xenofobe, allora è quanto mai opportuno che anche i pur minori poteri del nostro presidente non siano sminuiti dal premierato. 
 
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