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I tormenti dei democratici americani

…dopo il duello televisivo di Biden con Trump

Rocco Cangelosi 01/07/2024

I tormenti dei democratici americani  I tormenti dei democratici americani La disastrosa performance di Biden nel confronto televisivo con Trump ha indotto molti opinionisti vicino al partito democratico (in primis Thomas Friedman sul NYT) a chiedere che il Presidente faccia un passo indietro per il bene del partito e dell'America. Tutto questo avviene a poco più di un mese dalla Convention di agosto che dovrebbe consacrare la candidatura di Biden. Si discute sulla presentazione di un altro candidato che al momento appare poco probabile e difficile da realizzarsi senza arrecare troppi danni alla macchina elettorale già in moto. I nomi più spendibili che si fanno sono quelli di Gavin Newsom governatore della California, e Gretchen Whitmer governatrice del Michigan. Riemerge poi la suggestione per Michelle Obama, che continua comunque ad escludere una sua candidatura.  Inoltre nessuno dei potenziali concorrenti sembra disposto a bruciarsi inutilmente dato che le chances di vittoria sarebbero molto esili.
 
 
 
Non resta quindi che blindare Biden e fare muro contro gli scettici. L'establishment del partito sembra muoversi in questa direzione anche se non mancano le pulsioni per una sua sostituzione.  Il primo a scendere in campo in sua difesa è stato proprio Newsom, che rappresenta nel partito l'alternativa più accreditata. Lo stesso Obama è intervenuto in difesa del Presidente. In effetti, Biden avrebbe tutto il tempo per far dimenticare la sua pessima performance nel duello con Trump e far emergere le falsità delle sue dichiarazioni e la pericolosità delle sue scelte politiche, che dovrebbero far riflettere l'elettorato repubblicano moderato. D'altra parte, la partita si gioca nei cosiddetti swing States Arizona, Georgia, Michigan, Nevada, North Carolina, Pennsylvania, Wisconsin), che per una manciata di voti potrebbero passare da una parte o dall'altra. Resta poi il fatto che Biden, almeno per il momento, non sembra disposto a farsi da p arte e che molti nel Partito democratico temono che il suo abbandono provocherebbe il caos. Rimane comunque il problema della sua reattività psico-fisica nelle apparizioni in pubblico, che sembra condizionare fortemente le scelte degli elettori a tal punto che alcuni dei finanziatori del Presidente sarebbero pronti a tirarsi indietro di fronte a una sconfitta che considerano annunciata.
 
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