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Se Macron “coabitasse” con la Le Pen

In caso di vittoria della destra alle elezioni del 30 giugno

Riccardo Illy 18/06/2024

Se Macron “coabitasse” con la Le Pen Se Macron “coabitasse” con la Le Pen È passata una settimana dalle elezioni europee e la polvere sollevata da alcuni esiti eclatanti, come il balzo della destra estrema in Francia e Germania, non si è ancora depositata. La reazione del Presidente Macron di sciogliere l’Assemblea e convocare le elezioni politiche per il 30 giugno è stata quasi fulminea e ha lasciato i più sorpresi e increduli. L’interpretazione più credibile di questa decisione sostiene che il Presidente francese voglia evitare il rischio che Rassemblement National, il partito di destra estrema di Marine Le Pen, proseguendo nel percorso di crescita dei consensi, possa raggiungere la maggioranza assoluta dei Parlamentari alla scadenza naturale della legislatura nel 2027. Le elezioni politiche si sarebbero tenute assieme a quelle del Presidente della Repubblica, il cui mandato in Francia coincide per durata con quello del Parlamento. Con questa mossa, Macron ha sfalsato la durata delle due istituzioni e potrà gestire l’incarico al prossimo Presidente del Consiglio dei Ministri evitando il rischio maggiore: che l’incarico venisse affidato, nel probabile caso di vittoria anche alle elezioni presidenziali, dalla stessa Le Pen.
 
Anche in caso di vittoria della Le Pen alle elezioni politiche sarà possibile la coabitazione con il Presidente Macron, al quale competono importanti funzioni quali la politica estera e la difesa. Pur spostandosi a destra con una maggioranza di Deputati filo-russi, la posizione della Francia sulla questione Ucraina non cambierebbe. Il Presidente potrebbe inoltre esercitare in caso di necessità il suo diritto di veto “soft”, che consiste nel sottoporre alla Corte Costituzionale, preventivamente alla promulgazione, leggi di dubbia costituzionalità. Alcuni sperano inoltre che nei prossimi tre anni la partecipazione (in esclusiva o in coalizione) di esponenti del RN all’attività di governo ne possa dimostrare l’inadeguatezza, influenzando negativamente (per la destra estrema) il voto delle presidenziali del 2027. Solo la storia ci dirà se la scelta di Emanuel Macron di andare subito al voto sia stata la migliore; ne parleremo e scriveremo ancora a lungo.
 
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