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Le convulsioni della politica francese

Conflitti da destra a sinistra e il centro macroniano rischia di restare stritolato

Piero Ignazi 13/06/2024

Le convulsioni della politica francese Le convulsioni della politica francese L’accelerazione politica imposta da Emmanuel Macron provoca effetti dirompenti. Raramente in politica si è assistito ad uno scontro come quello in corso tra gli ex gollisti francesi ora raccolti sotto la sigla Les Republicains. Dopo una dichiarazione scioccante del presidente del partito, Eric Ciotti, noto per la sua propensione droitiére, a favore di una alleanza con il Rassemblement National di Marine Le Pen, tutti i deputati, salvo due, e tutti i senatori si sono detti contrari a questa scelta che contraddice le radici golliste del partito. Non solo: con una scena spettacolare, quasi da pochade, la segretaria generale Annie Genevard ha ripreso possesso della sede nazionale dopo che Ciotti l’aveva chiusa. Un conflitto così clamoroso al vertice di un partito è un jamais vu. L’uscita di Ciotti voleva forzare la mano al partito giocando la sorpresa e pensava di avere l’autorità di un (del) generale. E invece si è trovato detronizzato nel giro di 24 ore.
 
Anche a sinistra non tutto è definito. Il tenore della sinistra radicale, Jean-Luc Mélenchon, non si è ancora esposto sulle trattative per un nuovo fronte unico anche perché questa volta deve giocare la parte del comprimario in quanto è il rivitalizzato Partito socialista, sotto la spinta del movimento Place Publique di Raphaël Glucksmann, a dare le carte. Tutto è in movimento, e in tempi stretti. Ma più passano i giorni, più sembra chiaro che il “centro” marconiano questa volta rischia di rimanere stritolato dal ritorno ad una logica bipolare. Se si formerà un blocco repubblicano per fermare l’estrema destra, i candidati del presidente non saranno sempre i benvenuti: e quindi, o molti suoi candidati lasceranno spazio a quelli della sinistra e ai neo gollisti, o il fronte repubblicano crollerà. E tutta la responsabilità sarà di Macron. 
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