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I “cavalli azzoppati” della Germania

I rapporti con Turchia, Russia e Cina si sono rivelati controproducenti

Riccardo Illy 07/06/2024

I “cavalli azzoppati” della Germania I “cavalli azzoppati” della Germania Negli ultimi decenni la Germania ha privilegiato, per la sua attività politico-economica, tre Stati; tutti e tre si sono rivelati inadeguati e hanno messo, o stanno mettendo, a rischio lo sviluppo economico del paese. Il primo fu la Turchia, dalla quale i tedeschi favorirono l’immigrazione di circa sette milioni (quasi il 9% della popolazione) di cittadini per far fronte alla crescente domanda di mano d’opera. Con l’elezione del Presidente Erdogan la Turchia, che fino ad allora sembrava avviata al consolidamento della democrazia e alla successiva adesione alla UE, ha rinnegato i principi della secolarizzazione e i valori promossi dal Presidente Ataturk, sovrapponendo nuovamente la religione alla politica. La violazione dei diritti umani e dei valori democratici (a esempio quello di stampa e la separazione fra potere politico e giudiziario) ha di fatto bloccato il processo di avvicinamento alla UE. Qualche anno dopo, a seguito dello tsunami che colpi la centrale nucleare di Fukushima, la Cancelliera Merkel (laureata in fisica!) decise di smantellare la rete di centrali nucleari tedesche (nessuna delle quali a rischio tsunami) per sostituirle con quelle a turbogas. Il gas proveniva dalla Russia e per consentirne un maggiore afflusso venne costruito in nuovo gasdotto chiamato Nord Stream 2; mai entrato in funzione, nonostante gli investimenti miliardari, a causa delle sanzioni decise dalla UE contro la Russia a seguito dell’invasione dell’Ucraina. La Germania ha pagato più di tutti gli altri paesi europei, Italia inclusa, la crisi del gas succeduta all’invasione russa in Ucraina.
 
Infine sul piano industriale e commerciale la Germania ha puntato più di altri partner occidentali sulla Cina; da un lato esportando beni, soprattutto automobili di gamma superiore, e dall’altro delocalizzando produzioni in territorio cinese. Anche in questo caso la scelta si è rivelata incauta; il Presidente Xi Jimping, dopo aver rimosso il limite ai mandati, è stato rieletto per la terza volta promettendo di riportare sotto la piena sovranità cinese Taiwan. Così come aveva fatto pochi anni prima con Hong Kong. La Cina ha inoltre siglato un patto di collaborazione con la Russia e, insieme a Corea del Nord e Iran, ha costituito una sorta di terzo polo di Stati canaglia. Facendo mutare sostanzialmente l’atteggiamento di USA e UE, sul piano economico e politico, nei suoi confronti. In conclusione, la Germania ha puntato negli ultimi decenni su tre “cavalli” che si sono dimostrati sbagliati; le sue difficoltà economiche (è l’unico membro UE andato in recessione lo scorso anno) sono probabilmente dovute anche a queste errate scelte strategiche. Il proverbio dice “non c’è due senza tre”; speriamo che la prossima scelta sia felice perché l’Italia e l’Europa intera hanno bisogno di una Germania in salute.  
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