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Ucraina, segnali ambigui da Pechino

Putin apre alla possibilità di tregua olimpica ma continua l'avanzata

Rocco Cangelosi 20/05/2024

Ucraina, segnali ambigui da Pechino  Ucraina, segnali ambigui da Pechino Alcuni elementi positivi che sarebbero emersi dal recente incontro a Pechino tra Putin e Xi Jinping lasciano alquanto perplessi. Il presidente russo ha fatto trapelare la possibilità che la tregua olimpica richiesta da Macron al Presidente cinese possa essere accettata, ma allo stesso tempo ha attaccato duramente il CIO e i suoi funzionari per il loro atteggiamento “non imparziale” nei confronti della Russia. Putin inoltre ha dichiarato di essere pronto al negoziato per trovare una soluzione alla crisi ucraina dando una valutazione positiva all'approccio cinese e al piano in 12 punti presentato oltre un anno fa da Pechino. Ha respinto però con fermezza la Conferenza di pace convocata in Svizzera per metà giugno, senza la partecipazione della Russia sostenendo che attraverso di essa Zelensky intenderebbe imporre il suo piano di pace. Le aperture di Putin sono tuttavia cariche di ambiguità e non lasciano trasparire alcuna soluzione possibile, almeno per il momento. D'altra parte, il Presidente russo si trova nella congiuntura attuale in una situazione di vantaggio dal punto di vista delle operazioni militari. Cercherà pertanto di approfittarne e di avanzare sul terreno quanto più possibile prima che le esauste difese ucraine possano essere rivitalizzate grazie al pacchetto di aiuti varato dal Congresso americano.
 
Data la situazione, ciò che l'Occidente può realisticamente fare è contenere l'avanzata russa e cercare un accordo su una linea del cessate il fuoco. Da lì si dovrà ripartire per negoziare un nuovo equilibrio, difficilmente ipotizzabile senza definire previamente quale sarà lo status futuro dell'Ucraina. Putin la vuole neutralizzata, mentre Zelensky vede il futuro della sua sicurezza nella Nato. Se questo nodo non verrà sciolto, la guerra continuerà, col rischio di un collasso ucraino o di un conflitto ben più ampio che pochi vogliono realmente. Non sarà l'Europa a convincere la Russia al negoziato. Solo gli Stati Uniti potranno farlo in quanto Putin ritiene Washington l'unico interlocutore al "suo livello" (Cina a parte) negoziando con il quale la Russia riconquisterebbe il suo status di grande potenza. Blinken ha lanciato alcuni segnali sulla disponibilità Usa ad aprire un tavolo negoziale, ma qualsiasi iniziativa sembra condizionata dai calcoli elettorali di Biden. Eppure il Presidente americano potrebbe cogliere al volo le timide aperture negoziali emerse dall'incontro di Pechino e fare la mossa del cavallo, mettendo sul tavolo, prima della fine del suo mandato, una proposta negoziale previamente concordata con Xi Jinping.
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