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Il rompicapo di Gaza

L'obbiettivo di annientare Hamas provoca inevitabilmente massacri di civili

Paolo Mazzanti 14/02/2024

Il rompicapo di Gaza Il rompicapo di Gaza L’insostenibilità della situazione di Gaza con l’esercito israeliano che si prepara ad attaccare la cittadina di Rafah con l’immensa tendopoli, dove sono ammassati un milione e mezzo di profughi palestinesi,  e col rischio di causare un’ecatombe, deriva dalla ferma volontà di Israele di annientare Hamas (coi suoi 30-40 mila miliziani), responsabile dell’ eccidio del 7 ottobre e dei 1200 inermi israeliani trucidati. Poiché i miliziani di Hamas sono mescolati e spesso indistinguibili dalla popolazione palestinese, per annientarli è inevitabile massacrare anche molti civili. Sinora i morti dichiarati dal governo di Gaza (formato dall’ala politica di Hamas) sono oltre 28 mila, ed è difficile capire quanti sono civili e quanti miliziani di Hamas.
 
Ci si chiede se fosse stato e fosse ancora possibile una strategia diversa da parte di Israele per reagire all’eccidio del 7 ottobre. C’è chi sostiene che Israele avrebbe dovuto agire chirurgicamente con operazioni di intelligence mirate per scovare i terroristi e ucciderli senza coinvolgere i civili, come accadde coi i terroristi delle Olimpiadi di Monaco. Ma questa strategia avrebbe richiesto tempi lunghi, col rischio di consentire ad Hamas di organizzare nuovi attacchi in Israele, e non avrebbe rassicurato la popolazione israeliana, che ormai vive nell’incubo di nuovi eccidi. Ora si chiede all’esercito israeliano, che sta organizzando l’evacuazione da Rafah, di “filtrare” più accuratamente i civili prima di sferrare l’attacco alle postazioni terroriste di Rafah: ma questa e’ un’operazione ad alto rischio per i soldati israeliani, che contano circa 400 vittime dal 7 ottobre. Il cessate il fuoco “umanitario”, come chiedono molti Paesi a partire dagli Usa e ora anche l’Italia con l’intesa bipartisan Meloni-Schlein, è difficilmente accettabile da Israele, perché significherebbe rinunciare all’obbiettivo prioritario di annientare Hamas. Tel Aviv può al massimo concedere, come già accaduto, brevi pause per lo scambio di ostaggi e prigionieri. Il rompicapo di Gaza sembra dunque ancora senza una vera soluzione.
 
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