Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

La rivolta degli agricoltori

ů stretti fra alti costi e grande distribuzione

Giuseppe Roma 05/02/2024

La rivolta degli agricoltori La rivolta degli agricoltori E’ stupefacente l’estensione e il rilievo che sta assumendo la rivolta degli agricoltori. Con i loro giganteschi trattori in coda per bloccare autostrade e aeroporti in tutta Europa evocano ben più bellicose immagini che, in altre e più drammatiche circostanze, abbiamo visto avanzare con più preoccupanti intenzioni. L’aver individuato come controparte l’Europa costituisce un collante, che spiega la rapida diffusione del movimento di protesta, ma non ne giustifica l’astio, visto lo storico supporto che le istituzioni di Bruxelles hanno, fin dall’inizio, prestato al settore. Accampati ancora negli alberghi della capitale belga, alla fine degli anni ’50, Altiero Spinelli, allora responsabile dei servizi statistici, imposto’ la prima grande indagine sulle aziende agricole per farne la base della famosa PAC, politica agricola comunitaria, che per decenni assorbì più della metà del bilancio comunitario. Ancora oggi, nonostante le battaglie per ridurne la portata, le stime più attendibili valutano in un terzo il contributo dei sussidi europei al valore prodotto dagli agricoltori.
 
Il successo della protesta non è collegato al rilievo economico od occupazionale, quanto dal ruolo sociale di questo comparto. Secondo Eurostat il valore aggiunto dell’agricoltura nella UE a 27 non supera il 2% e gli occupati al 3°trimestre 2023 rappresentano il 3,4% del totale: meno di 7 milioni su 200 milioni complessivi. La forza della protesta ha radici ben precise. Le piccole e medie aziende agricole ricevono meno aiuti che vengono erogati in proporzione all’estensione della superficie agraria. Inoltre, le imprese più grandi e strutturate resistono meglio alla concorrenza globale e hanno dimensioni che rendono possibile l’introduzione delle  innovazioni tecnologiche dell’agro-industria. Con costi crescenti di fertilizzanti e carburante, il potere oligopolistico della grande distribuzione e persino una certa influenza dei più complicati meccanismi finanziari di determinazione dei prezzi (vedi i future), i piccoli e medi produttori percepiscono come a rischio la propria sopravvivenza. Poichè il cibo, per noi italiani in particolare, è una componente essenziale del nostro stile di vita e la coltivazione costituisce un elemento di salvaguardia per il territorio, sarà difficile resiste alle richieste dei contadini. Anche in questo caso, come per l’auto elettrica o i pannelli solari a spese del contribuente onesto. 
Altre sull'argomento
La Ue cerca soldi per aiutare Kiev
La Ue cerca soldi per aiutare Kiev
Von der Leyen ipotizza di utilizzare gli utili dei fondi russi sequestrati
Autonomia e modello europeo
Autonomia e modello europeo
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Le previsioni Ue e il puzzle del Def
Le previsioni Ue e il puzzle del Def
Come influirÓ il calo del Pil sul quadro di finanza pubblica
Agenda della settimana
Agenda della settimana
Oggi il presidente Mattarella e la premier Meloni ricevono al ...
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.