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Dalla Ue una boccata di ossigeno per Zelensky

Il Consiglio europeo ha sboccato i 50 miliardi di aiuti all'Ucraina fino al 2027

Rocco Cangelosi 01/02/2024

Dalla Ue una boccata di ossigeno per Zelensky Dalla Ue una boccata di ossigeno per Zelensky Quale valenza può avere nella congiuntura attuale lo sblocco dei 50 miliardi all'Ucraina fino al 2027 da parte del Consiglio europeo? Indubbiamente è un gesto di solidarietà e di incoraggiamento per il governo Zelensky alle prese con una crisi di fiducia interna che tocca i vertici i militari con il caso Zaluzhny, il Capo di stato maggiore molto critico sulle modalità di conduzione della guerra. Allo stesso tempo da' un rinnovato segnale di coesione dell'Unione europea, fugando per il momento timori di sfilacciamento e disimpegno che serpeggiano nelle cancellerie e nell'opinione pubblica. Il contributo europeo tuttavia non basterà per invertire il corso di una guerra di trincea destinata per il momento a protrarsi a lungo nel tempo con un logoramento crescente dell'Ucraina alle prese con una crisi economica e finanziaria di proporzioni enormi. Il Paese vive infatti ormai grazie ai contributi al bilancio provenienti dai Paesi amici, il suo potenziale produttivo è ridotto ai minimi termini, il tasso di corruzione e' fuori controllo, il gettito fiscale pressoché insignificante.
 
C'è da augurarsi che la decisione del Consiglio europeo non illuda Kiev nel vagheggiare controffensive vittoriose destinate a infrangersi contro la dura realtà dei rapporti di forza. Il sostegno europeo rappresenta una boccata di ossigeno per la boccheggiante economia ucraina e potrà servire a consolidare gli apparati difensivi ucraini per evitare ulteriori perdite di territorio. Inutile illudersi che si possa andare oltre. Dagli Stati Uniti difficilmente verranno sbloccati nuovi aiuti. L'opinione pubblica americana prevalente da' per persa la guerra e nella campagna elettorale Biden sarà chiamato a rendere conto di cosa sia valso l'impegno americano costato miliardi di dollari di fronte ai risultati che vedono un Paese distrutto e sull'orlo del fallimento. Non solo, ma quando verrà il momento della ricostruzione i maggiori oneri graveranno sull'Unione europea che accelerando il percorso di adesione dell'Ucraina, ha caricato sulle proprie spalle un fardello non indifferente.
 
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