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La Corte dell'Aja e l'isolamento di Israele

Mentre i negoziati di Parigi fanno sperare in una tregua

Rocco Cangelosi 29/01/2024

La Corte dell'Aja e l'isolamento di Israele La Corte dell'Aja e l'isolamento di Israele L'ordinanza della Corte internazionale di giustizia dell’Aja su Israele e’ giunta in coincidenza con la celebrazione mondiale del giorno della memoria. Il Presidente Mattarella con parole forti e inequivocabili ha condannato gli eccidi del 7 novembre ad opera di Hamas paragonandoli agli orrori della Shoah. Allo stesso tempo ha però sottolineato come Israele proprio per le sofferenze e le persecuzioni subite dal popolo ebraico dovrebbe essere il primo a riconoscere il diritto dei palestinesi a una loro patria nel rispetto e nella sicurezza reciproci. Per quanto riguarda l'ordinanza della Corte, si tratta di un atto preliminare che da una parte respinge la richiesta di Israele di dichiarare la sua incompetenza in quanto non si sarebbe configurata la fattispecie di genocidio, ma allo stesso tempo non accoglie la richiesta sudafricana relativa alla sospensione di fatto di tutte le attività militari.Tuttavia la Corte impone a Israele una serie di misure cautelari, da documentare ogni 30 giorni, per evitare ulteriori morti civili che potrebbero configurare il reato di genocidio.
 
In particolare Israele dovrebbe“adottare tutte le misure in suo potere per impedire la commissione di tutti gli atti che rientrano nel campo di applicazione dell’articolo II della Convenzione per la prevenzione e la repressione del genocidio". L'ordinanza della Corte, definita salomonica perche contiene elementi a favore e contro le due parti, chiama tuttavia direttamente in causa il governo Netanyahu, con inevitabili risvolti sul piano della politica interna e internazionale. L'attuale compagine di Tel Aviv,  rischia infatti di vedere aumentare il suo isolamento diplomatico e politico. La pressione interna esercitata dalle famiglie degli ostaggi che trovano un crescente consenso nella popolazione, stanno mettendo alle corde Netanyahu alla ricerca spasmodica di una via di uscita.I negoziati in corso a Parigi con la mediazione di Usa, Qatar,  Egitto e altri paesi arabi fanno sperare che sia possibile una tregua temporanea abbastanza lunga per consentire aiuti alla popolaziine civile e lo scambio di ostaggi. Intanto, i sospetti della implicazione di 12 palestinesi impiegati dell'UNRWA nei fatti del 7 ottobre e la conseguente sospensione degli aiuti da parte di alcuni paesi tra cui l'Italia rende la situazione di Gaza ancor piu' disperata, poiche' proprio nel momento in cui si concretizzerebbe una tregua verrebbe meno il principale canale per gli aiuti alla popolazione civile palestinese della striscia di Gaza.
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