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Se Israele punta a espellere i palestinesi

Procede l'occupazione di Gaza e aumentano gli insediamenti in Cisgiordania

Rocco Cangelosi 07/12/2023

Se Israele punta a espellere i palestinesi  Se Israele punta a espellere i palestinesi L' ingresso di Tsahal (le forze armate israeliane) nella parte sud della striscia di Gaza segna un'ulteriore svolta nella conduzione della guerra e delinea più chiaramente gli obbiettivi del Governo Netanyahu. La cittadina di Khan Younis è ormai sotto controllo dell'esercito israeliano che progetta l'allagamento dei tunnel per snidare i combattenti di  Hamas. Presto tutta la striscia di Gaza sarà sotto occupazione israeliana. La situazione umanitaria ha raggiunto livelli indescrivibili con migliaia di morti e dispersi, mancanza di elettricità, medicinali e generi di prima necessità. Il Segretario Generale dell'Onu ha chiesto  al Consiglio di Sicurezza  di imporre ai sensi dell'art.99 della Carta il cessate il fuoco per motivi umanitari. Intanto il governo israeliano ha approvato nuovi insediamenti nella parte est di Gerusalemme, in palese violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza. La colonizzazione continua dunque in Cisgiordania dove dall’inizio della guerra, secondo una stima dell'ONU, si registra un aumento del 43% delle espulsioni dei palestinesi dalle loro terre e dalle loro case.
 
Lo scenario che si va delineando sembra suggerire che il governo israeliano punti a una soluzione definitiva del problema palestinese. In altri termini, si va consolidando nel governo israeliano e in gran parte della popolazione l'idea che la sicurezza di Israele potrà essere garantita non solo con la decapitazione dei vertici di Hamas, che rimane un obbiettivo irrinunciabile, ma soprattutto con l'allontanamento forzoso di una gran parte della popolazione di Gaza replicando la Nakba del 1948. Con tale prospettiva tramonta ogni ipotesi di due popoli e due Stati, che d'altra parte Netanyahu ha dichiarato anche recentemente di rifiutare. Israele vuole un solo Stato con al più una minoranza araba subalterna. Quello che sta accadendo a Gaza potrebbe provocare anche iniziative in Cisgiordania per dare piena attuazione a un disegno che soprattutto gli ultimi governi israeliani stanno perseguendo da anni. In questo contesto la Comunità internazionale a partire dall'Onu sembra impotente, né sembra che il problema degli ostaggi rappresenti una priorità per Israele. Per evitare che la situazione precipiti in un conflitto permanente e destabilizzante per tutta la Regione dovrebbe intervenire con fermezza e determinazione il Consiglio di Sicurezza per definire lo status di Gaza e trovare una soluzione  transitoria che permetta il rilascio degli ostaggi, stabilire un'amministrazione provvisoria civile e militare dell'Onu che dovrebbe disarmare Hamas e la Jihad islamica, garantire la sicurezza di Israele e avviare la ricostruzione delle infrastrutture civili e sanitarie. Da qui si dovrebbe partire per avviare un nuovo percorso del processo di pace, prima che l'attuale governo israeliano metta la Comunità internazionale di fronte al fatto compiuto.
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