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Dopo il G7, Zelensky deve agire

Se non otterrÓ i suoi obbiettivi il consenso all'Ucraina potrebbe ridursi

Rocco Cangelosi 22/05/2023

Volodymyr Zelensky Volodymyr Zelensky Dal G7 di Hiroshima arrivano due segnali inequivocabili. Pieno sostegno a Zelensky alla vigilia di quella che potrebbe essere la svolta decisiva della guerra. Fermo monito alla Cina per indurla a recedere dalle sue azioni provocatorie che mettono in pericolo la sicurezza nell'Indo-pacifico, nel Mar cinese meridionale e nei confronti di Taiwan.  Sul fronte economico, no al decoupling sì al de-risking (ovvero la riduzione del rischio con la diversificazione, la protezione delle tecnologie sensibili e il controllo degli investimenti). Questo è lo slogan adottato dal G7 che insieme  al bastone fa intravvedere a Pechino la carota dichiarandosi disponibile ad approfondire la cooperazione con la Cina in settori di comune interesse come il clima, la transizione energetica, la non proliferazione nucleare.
 
Vale la pena rilevare come la riunione del G7 a Hiroshima abbia catalizzato l'attivazione di vari fori di consultazione. Il Quad, a margine del G7 che riunisce Australia, Stati Uniti, India e Giappone in funzione anticinese. La riunione sotto l'egida di Pechino dei Paesi "stan" dell'Asia Centrale e la prossima riunione dei Brics, che si appresta ad accogliere nuovi membri come Arabia Saudita, Indonesia, Egitto e Algeria nell'ottica di creare un'alternativa credibile del "Global South" all'egemonia occidentale.
 
Per quanto riguarda l'Ucraina, il grande sforzo diplomatico svolto da Zelensky con il suo giro in alcune capitali europee, a Ryad in concomitanza con la riunione della Lega Araba, e infine al G7, gli ha consentito di ottenere pieno sostegno politico e l'impegno alla fornitura di nuovi armamenti tra i quali gli F16, grazie ai quali potrà sferrare la tanto annunciata controffensiva per recuperare i territori perduti. Zelensky è consapevole della delicatezza del momento, poiché se non dovesse raggiungere gli obbiettivi che si prefigge con i nuovi armamenti, verrebbe meno gradualmente il sostegno di cui finora ha potuto godere, già intaccato da un'opinione pubblica sempre più contraria alla continuazione della guerra. Tanto più che la caduta di Bakhmut, avvenuta nella quasi indifferenza dei media occidentali, rappresenta per Zelensky un campanello di allarme che non può ignorare.
TAG: ucrainag7
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