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L'escalation possibile dopo i droni sul Cremlino

Le rappresaglie russe potrebbero utilizzare persino le armi nucleari tattiche

Rocco Cangelosi 05/05/2023

L'esplosione al Cremlino causata da un drone L'esplosione al Cremlino causata da un drone Indubbiamente i droni esplosi sopra al Cremlino suonano come un segnale d'allarme per un Putin che appare vulnerabile, soggetto a ogni tipo di attacco e costretto a ridimensionare la parata del prossimo 9 maggio celebrativa della vittoria dell'Armata rossa sui nazisti. Allo stesso tempo i motivi per rallegrarsi dell'accaduto che alcuni commentatori non hanno mancato di sottolineare sono molto pochi, anzi non ce ne sono proprio. L'azione condotta contro il Cremlino segna infatti un'ulteriore escalation nel conflitto e apre le porte a ogni possibile tipo di rappresaglia da parte russa, con tutti i rischi che ciò può comportare. La chiamata in causa diretta degli Stati Uniti da parte di Mosca rilancia il mantra della "guerra per procura" e apre scenari preoccupanti di confrontazione diretta.
 
Se Zelensky ha inteso dare dimostrazione delle modalità con le quali sarà condotta l'imminente controffensiva ucraina, mirante a riconquistare tutti i territori occupati, senza esclusioni di colpi anche in territorio russo, deve essere ben consapevole, e con lui tutta la Nato, di quali potranno essere le conseguenze. Nessuno osa parlarne, ma il ricorso ad armi sempre più sofisticate e deterrenti quali le armi nucleari tattiche diventa sempre più possibile. Auguriamoci che, come accadde nella crisi di Cuba del 1962, i maggiori contendenti sappiano fermarsi sull'orlo del precipizio.
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